Lo re domanda: perchè gli piccoli fanciulli non sono intendevoli quand'elli nascono e sono noiosi al nodrire? Sidrac risponde:
Per due cose è che gli fanciulli non sono intendevoli e sono noiosi al nodrire. La prima si è per lo peccato che Adamo fece verso lo suo criatore, si sono ingonbrati quelli che di lui nascieranno, e sono meno intendevoli che bestia, per la sua grande ghiottornia, ch'egli desiderò quello che Idio gli avea difeso(1152). Se Adamo non avesse peccato, tutti quelli che sono nati e nascieranno sarebono così istati intendenti, piccoli come grandi. L'altra ragione perch'egli(1153) sono noiosi a nodrire, si è ch'egli sono di padre e di madre, e per lo diletto che Eva ebbe ch'Adamo lo suo conpagnone mangiasse lo pome che Iddio gli aveva difeso, ch'ella credette che fosse(1154) simigliante a l'altissimo(1155). E per quello diletto sono noiosi a nutricare i fanciulli, perciò ch'ella(1156) avesse pena a nutricargli. E anche sono in tenebre per lo diletto ch'ebono di mangiare lo pome che Idio avea loro vietato; e però ell'averà pene a partorire, e a notricare lo suo frutto.
(1152) vietato C. R. 2.(1153) Manca al C. L.: l'altra ragione perch'egli — Abb. suppl. col C. R. 2.(1154) ch'il seroit C. F. R.(1155) a Dio altissimo C. R. 2.(1156) perch'ella C. R. 2.
Cap. CCCVII.
Lo re domanda: come dee l'uomo vivere in questo mondo? Sidrac risponde:
L'uomo dee vivere in una maniera, e in un'altra morire, e in un'altra àe a risucitare. L'uomo dee vivere lealmente e di suo travaglio e di suo leale guadagno, e avere pace, e amore a Dio e a tutte le genti, e Idio primieramente laudare e innorare, e fugire la cupidizia(1157) di questo secolo. Uomini che questo fanno, vivono innoratamente. L'altra si è che l'uomo dee morire pietosamente; cioè quelli che credono in Dio e che lo conoscono e adorallo e lodano e ànno pazienzia e astinenzia e sofferenzia, quelli che per Dio morranno, quellino faranno preciosa morte, e quellino risusciteranno gloriosamente, quando a Dio piacerà.
(1157) concupiscenza C. R. 2.
Cap. CCCVIII.
Lo re domanda: come si dee l'uomo comportare collo suo nimico? Sidrac risponde:
Se lo tuo nimico è forte o frale, tu non ti dei mica ispaventare nè troppo asicurare, che tale è oggi vinto, che domane vincerà. Chi non dotta non sarà ridottato, e lo troppo dottare fa troppo avilire, e la troppa fretta fa troppo dannaggio. E chi la paura porta tuttavia co' lui, egli porta grande pena e grande fascio sopra lui. Quelli che porta la sicurtà sopra lui, si porta lo suo danno e la morte sopra lui. E però quando è tenpo e stagione da dottare, si dotti; e però quando è tenpo e stagione di sicurare, si s'asicuri.