Lo re domanda: può l'uomo dimenticare lo suo paese? Sidrac risponde:
L'uomo puote bene dimenticare lo suo paese, ove egli è stato povero e mendico, e poi tu vieni in altro paese ove tu truovi bene. Ben dei dunque dimenticare lo tuo paese, ove se' stato povero e mendico. E se tu fossi nel più bello luogo del mondo, e tu avessi parenti e amici assai, che tu làe non potessi istare per la tua povertà, e tu andassi in altra parte, là ove tu trovassi la tua vita, là è lo tuo paese. E quello paese dei tu amare, ove tu ài lo tuo vivere, e non là ove tu se' nato, che non avevi di che vivere. Che chi vuole porre mente al mondo, si troverrà che tutta la gente che furono e saranno sono istrani in questo secolo, che niuno à paese per sè, se non solamente albergo. La durata di questo secolo, se ella fosse cento milia anni e più, non sarebe albergheria una ora, alla lunghezza dell'altro secolo. Cento milia anni sono in questo secolo, a comparazione dell'altro, siccome uno uomo albergasse una ora in una strana albergheria. Per ciò siamo noi tutti istrani in questo secolo.
Cap. CCCXX.
Lo re domanda: quale è meglio o forza o ingiegnio? Sidrac risponde:
Forza è buona all'anima e alcuna volta al corpo, ma ingegno vale meglio al corpo. Quando tu ài alcuna cosa a fare per la tua forza, se tu la fai con alcuno ingegnio, tu la farai in tutte le cose del mondo. Ingegno vale meglio che forza al corpo. All'anima vale meglio forza che ingegnio.
Cap. CCCXXI.
Lo re domanda: se alcuno domanda ragione dègli l'uomo inmantanente rispondere? Sidrac risponde:
Se alcuno domanda ragione l'uno all'altro, e egli è savio e proveduto, ch'egli sapia rispondere a diritto e a ragione di ciò ch'egli lo domanda, egli dee rispondere a diritto e a ragione di ciò ch'egli lo domanda, egli dee rispondere inmantenente; e se ciò averà, egli vincerà lo piato e sarà tenuto per savio. E se ciò non sa fare, può pensarsi dinanzi quello ch'egli dee rispondere; e se così tosto non può pensare, egli dee pigliare termine. E poi vada alle scritture, e legga i libri, e riceva nel suo cuore ciò ch'egli vi troverà; e poi conbatta tutto giorno con quelli che lo contastano, e faccia sì che gli vinca e gli metta di sotto. E allora sarai tutto savio e filosafo, e porterai lodo sopra l'altra gente. Quelli che rispondono di ciò che l'uomo loro domanda, quelli sono chiamati filosafi, e gli filosafi sono i ministri del mondo corporalmente; che altra gente possono insegnare e inprendere.
Cap. CCCXXII.
Lo re domanda: come dee l'uomo domandare quando vuole sapere alcuna cosa(1183)? Sidrac risponde: