Cap. CCCXXXIII.
Lo re domanda: gli re deono andare in battaglia? Sidrac risponde:
Li re e le signorie(1205) deono prima uscire della cittade e degli alberghi, perchè la loro gente esca apresso di loro; e quando egli sono venuti alla battaglia, egli deono tenere una buona parte della loro gente in loro conpagnia; e dee muovere al dirieto di tutte le battaglie, vigorosamente. E se la loro gente dinanzi è sconfitta, e egli vegano ch'egli non(1206) abiano forza e potere contra gli loro nimici, egli deono muovere a loro(1207) vigorosamente e coragiosamente. E s'egli vegono ch'egli sieno più frali di loro, egli si debono ricogliere bellamente e saviamente al(1208) loro onore; chè meglio vale un buono fugire che uno male stallo. E se i loro nimici gli seguitano troppo, e gravano, egli deono rivolgersi a loro vigorosamente e di grande coraggio, e difendere i loro corpi contro ai loro nimici, come prodi uomini. Nè niuno re nè niuno signore giammai non dee venire alla prima battaglia, ma pure alla deretana, perchè tutta l'oste prende il loro(1209). Se la battaglia del signore è sconfitta, tutte l'altre sono isconfitte, chè lo corpo del signore è per tutti gli altri. E se l'oste è perduta, e lo signore scanpa, egli ricoverrà in altra oste(1210), per aventura. E se lo signore è perduto, tutto è perduto.
(1205) li signori C. R. 2.(1206) Manca non al C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.(1207) contra di loro C. R. 2.(1208) col C. R. 2.(1209) L'errore del C. L. è corretto nel C. R. 2., che ha: crede in loro. — Ed è al solito una parola del testo francese che il traduttore non ha saputo intendere: car tout l'ost pent en yaus C. F. R.(1210) ricoverà per aventura un'altra oste C. R. 2.
Cap. CCCXXXIIII.
Lo re domanda: lo sudore del corpo onde escie e onde viene? Sidrac risponde:
Lo sudore del corpo escie del malvagio sangue. Quando lo corpo si travaglia, e' si muove e si muta per lo corpo, e si rinfiamma e si mischia cogli altri omori; e gitta lo suo calore al corpo, e truova lo suo corpo frale e vano, e lo fae fortemente sudare. E quando lo corpo è forte e sano, e' non dotta quello calore, e non suda come dinanzi; chè lo buono sangue non fa al corpo se non bene.
Cap. CCCXXXV.
Lo re domanda: qual colore è meglio vestire? Sidrac risponde:
Lo più nomato colore si è il vermiglio e lo bianco e lo verde e il biadetto. Lo vermiglio è reale e possente sopra tutti gli altri colori; e si dà a quello che lo veste grande impresa di coraggio(1211); e si è simigliante al sole. Lo bianco vestimento si è degno vestire, e si è vestimento d'agnoli; e fae avere a quelli che lo veste dolce coragio e amoroso; e si li fae bene allo cervello; e si è simigliante alla luna. E lo vestimento verde si è prezioso vestimento, che egli à colore della nostra vita, e di tutte l'altre criature, che Dio le veste al frutto della terra, di che noi viviamo, ch'è sì degna cosa, che sostiene lo corpo e fallo vivere. Bene dee essere vestitura di prezioso colore. Bene potrebe avere fatto Idio d'altro colore i frutti che verdi; ma a così preziosa cosa egli volle dare prezioso colore(1212). Lo vestimento biadetto si è vestimento del fermamento; e si è umile vestire; e fa diventare quelli che lo veste umile e di buona aria e di buona credenza. E gli altri colori non sono nomati principali come questi.