Lo re domanda: dee l'uomo servire a tutte genti? Sidrac risponde:
L'uomo dee servire a tutte genti, e non dee guardare a cui, povero o ricco. Se tu servi minore di te, tu lo fai per Dio e per tuo pro', e per onore di lui avere. Chi serve alla gente per onore o per pro' avere o per merito, non si dee mica anoiare, nè stare in gran dire; chè a tale giorno potrà venire, che quelli ch'egli averà servito lo guidardonerà, n'avrà per uno dieci. E però non si dee tenere niuno prode uomo del servire, chè tenpo verrà del guidardone.
Cap. CCCXXXI.
Lo re domanda: quale è la più saporita cosa che sia? Sidrac risponde:
La più saporita cosa che sia si è lo dormire; chè quando tu ài talento grande di dormire, mangiare nè bere, neuno altro diletto è nulla incontro lo diletto del dormire(1197); chè lo corpo non può vivere sanza il dormire, altressì come tutte criature vivono di vento; che se il vento non fosse, niuna criatura vivere non potrebe. Idio per la sua pietà vide che l'uomo, ch'è fatto di terra, volea avere riposo per frale natura in che egli è fatto; si stabilio giorno e notte, per lo riposo dell'uomo. E se non fosse per lo dormire, Idio che è tutto potente avrebe tutto fatto giorno(1198); ma per lo dormire fece egli il dì e la notte. E similmente si dilettano le bestie e gli uccelli al dormire, come le genti. Niuna bestia è, sì piccolo(1199) vermine, che non si diletti in dormire. Lo dormire è spirituale, simigliante all'udire(1200), che si sente e non si vede. Nè niuna persona nè niuna criatura movibile(1201) che l'aria sente, non potrebe vivere sanza il dormire.
(1197) tu lassi mangiare e bere e ogni altro diletto C. R. 2.(1198) tuttavia fatto giorno C. R. 2.(1199) nè sì piccol C. R.(1200) Così ha pure il C. R. 2.; ma l'errore è corretto dal C. F. R. dove leggesi: le dormir si est espirituel, et ensemblant a l'air che il ce sent et ne se voit.(1201) mobile C. R. .
Cap. CCCXXXII.
Lo re domanda: gli re e gli signori deono essere leali e larghi? Sidrac risponde:
Li re e le signorie(1202) debono essere in prima leali di loro corpi, e di loro parole e di loro giudicamenti; apresso deono essere savi e proveduti e cortesi e di buona aria; apresso deono essere a' malvagi e a' rei e a' traditori duri e fieri, e dare a ciascuno secondo che serve, a diritto e a ragione. E se li signori sono leali di loro corpi e di loro parole, egli fanno piacere a Dio, e onore alla loro signoria; e s'egli sono savi e proveduti, egli deono essere(1203), perchè molte genti ànno a governare per lo loro senno. E s'egli sono cortesi e di buona aria e di grande bontà e di grande umilitade, a Dio fanno onore(1204). E se sono arditi e pro' e valenti di loro corpi, elli deono bene essere, perchè la gente piglino asenpro di loro. E s'egli sono larghi e donanti, egli debono bene essere, chè per doni e per larghezza manterranno egli la loro signoria. E s'egli sono di leale giudicamento e fieri e duri a' rei, a' ma' fattori, cotali deono egli essere, per mantenere giustizia e lealtade a' poveri e a' ricchi. E così faranno gli comandamenti che Iddio à comandati e comanderà in terra. E altrimenti i re e i signori non deono essere.
(1202) li signori C. R. 2.(1203) come denno essere C. R. 2.(1204) Nel C. L.: a Dio lo fanno. — Abb. corr. col C. R. 2., conforme al C. F. R.