(1244) e vivono nell'aqua C. R. 2.(1245) L'aspide, nel Tesoro, porta in capo una pietra preziosa che ha nome carbonchio. — E in Plinio hanno una pietra nel capo i lupi, i chromes, le sciaenae, i pagri. — IX, 24.
Cap. CCCLXIII.
Lo re domanda: di quante maniere sono pesci? Sidrac risponde:
Li pesci sono di tante maniere(1246), chi le volesse tutte nominare tropo vi sarebe grande noia l'ascoltare. E pesci ci à della maniera che voi vedete ciascuno giorno. Altre maniere v'à che sono fatti a modo di persone; altri a modo di bestie che ànno quattro piedi; altri a modo d'uccelli; e altri lunghi e grandi XX passi o più; e altri verdi di molti colori; e di tante maniere che sarebe lunga mena(1247) a contare.
(1246) che chi C. R. 2.(1247) noia C. R. 2.
Cap. CCCLXIIII.
Lo re domanda: di quante maniere sono bestie? Sidrac risponde:
Di diverse maniere sono le bestie. Chè bestie àe sopra terra, che sono molte pericolose. Una maniera di bestie sono, che sono fatte a maniera d'uomo maschio e di femmina; e si è molto grande e molta pilosa e molta pericolosa. Anche ci à bestie che ànno quattro piedi e due teste. Anche ci à bestie che sono sì grandi, che ciascuna potrebe portare X uomini adosso e più. Anche ci à bestie ch'ànno coda di lione e volto e unghia di leone, e sono molte pericolose. Anche ci à bestie a modo di serpente, e si ànno volto d'uomo e capegli di femina(1248). Anche ci à bestie che della cima della coda à uno osso lungo d'uno palmo, molto tagliente, come uno rasoio(1249). Anche v'àe altre bestie diverse assai, che troppo vi parebbe(1250). E queste pericolose bestie sono ne' grandi deserti. Per paura di loro molte provincie saranno disabitate. Ma uno re nascierà che le caccierà indietro nel grande diserto, là ove l'uomo non vede punto; e là istaranno tuttavia.
(1248) Vedi Tesoro, Lib. V., cap. 59. — Curioso a leggersi, e non privo di importanza, è il capitolo dove parlasi delle bestie d'India nel poema Ymage du monde.(1249) Il C. R. 2. ha questo di più: Anche ci àe altre bestie che ànno uno corno nella fronte, e altre che n'ànno due, l'uno torto verso la fronte, e l'altro verso lo collo. E altre bestie sono in guisa di serpenti, e ànno viso d'uomo, e sono pericolosi, che s'eglino vegono la persona prima che la persona loro, inmantenente muore; e lo simile aviene se la persona vede prima loro, cioè la bestia. Anche ci àe altre bestie, che vanno in due piedi, e ànno mani e piedi a modo di scimia, e non ànno se non uno occhio in della fronte, e tutt'i denti della bocca sono due passi: eglino li ànno sì forti che romperebero gli ossi; e sono molti isnelli.(1250) troppo vi parebono a udire contare C. R. 2.