Cap. CCCLXXVII.
Lo re domanda: la rea lebbra che monta alle gambe dell'uomo come si può guarire? Sidrac risponde:
Ria lebbra che al corpo monta leggiermente si può guarire, chi pigliasse li scarafagi, e ardesseli come cenere, e pestasseli sottilmente, e poi bollisse lo lardo(1263) del porco vecchio, e mettesse quella polvere dentro, e altrettanto, come la metà, di biacca, e facessene unguento, e ugnessene la piaga; e poi vi mettesse una piastra di pionbo sottile, sopra la ganba, e pertugiata ispesso(1264), e mutassesi la mattina e la sera lo pionbo(1265), se rotto non fosse, si guarrebbe.
(1263) sangue di porco vecchio overo lardo C. R. 2.(1264) e pertugiata in più luoghi C. R. 2.(1265) e mutasseli la matina e la sera l'unguento, non mica lo piombo C. R. 2. — et changeroit matin et vespre l'ongiement et le plomb. C. F. R.
Cap. CCCLXXVIII.
Lo re domanda: come potrebe l'uomo trarre la volatica che fortemente è apresa nella carne? Sidrac risponde:
Volatica che s'apiglia alla carne, non(1266) si vuole partire, chi pigliasse porcar(1267) (cioè uno vermine bacarozolo, grande com'una fava, e si è biadetto e tenero, e à molti piedi sottili e bianchi, e lo ventre bianco; e quando l'uomo lo tocca egli diventa tondo com'uno bottone), chi fregasse lo vermine sopra la volatica, sì forte che lo vermine si spiccioli(1268) tutto, due volte o III o IIII, egli guarrebbe tosto.
(1266) e non C. R. 2.(1267) pichaar C. F. R.(1268) si disfacesse C. R. 2.
Cap. CCCLXXVIIII.
Lo re domanda: uomo che à male stomaco che gli potrebe l'uomo fare? Sidrac risponde: