Siri Idio, criatore del cielo e della terra, io ti priego per lo tuo santo nome ch'è Limon, e per gli santi padri, che ànno podere sopra gli uomini e sopra i buoni ispiriti, che fanno lo loro comandamento, per conpiere lo servigio di Dio, che tu mi degni mostrare in questa arte delle pianete della cosa che io cheggio di sapere, quella XL, in ch'ella verrà e finirà. Siri Idio, creatore del cielo e della terra, io ti priego per lo tuo nome ch'è Limon, e per le dominazioni e per li troni sopra li quali è la tua sedia(1342) ed i gradi delli angeli, ch'elli sono loro signori per obedienzia, che voi mi degnate mostrare per l'arte delle pianete quello che io chiegio di sapere, quella XL, in che verrà e finirà. Siri Idio criatore, io ti priego per lo tuo santo nome ch'è Limon, e per li troni, sopra gli quali ài lo tuo sedio, e per ciò che tu usi ispaventevolmente i tuoi giudicamenti, che tu mi degni mostrare nell'arte delle pianete, la qual cosa io chieggio di sapere quella XL, in che ella verrà e finirà.
(1342) Nel n. t.: e per le dominazioni che sormontano i tonanti. — Abb. pref. la lez. del C. R. 2.
Cap. CCCCXXIIII.
Lo re domanda: se si dee fare quella arte o di notte o di giorno? Sidrac risponde:
Quando tu avrai fatto questo e detto, tu avrai aparecchiato la ruota della stolomia inanzi a te; e acenderai la candela della ruota, e spegnerai gli altri lumi dell'albergo dove tu sarai, e farai questa arte, per vedere apertamente lo chiarore della ruota, sopra la qual pianeta ella discienderà. E se tu lo fai di giorno, farai l'albergo iscuro, per vedere chiaramente lo chiarore che sarà disceso sopra la ruota della pianeta; e allora tu potrai alluminare l'albergo, se tu vorrai.
Cap. CCCCXXV.
Lo re domanda: come dee essere fatta quella ruota? Sidrac risponde:
La ruota dee essere una tavola ritonda, d'uno palmo, il meno, col compasso e una carta, e carta di banbagia incollata in su quella tavola, del suo grande(1343); e nel mezzo della tavola avrà una piccola brocca(1344) di legno, per tenervi entro la candela. E la carta che sarà incollata in su la tavola sarà segnata e partita per VII conpassi, e in ciascuna parte sarà iscritta una pianeta; e in sul brocco mettervi una candela sottile e lunga d'uno palmo o più. Al mezzo della candela, o al meno, avolgerai uno poco di cera doppia intorno lei, per sostenere la ruota al torneare(1345), che sia della grandezza di quello che è in sulla tavola intagliata, e ch'ella sia fatta di due carte incollate l'una in sull'altra; in sul mezzo de' avere uno pertugio, tanto aperto per conpasso, come la candela vi possa entrare, e torneare(1346) leggiermente intorno. La candela di due dita o di più dee avere nella ruota uno buco grande come uno cece o più, per la carta dee discendere in sulla pianeta(1347).
(1343) della sua grandezza C. R. 2.(1344) broche C. F. R. — bocca C. R. 2.(1345) La lez. del n. t. è conforme a quella del C. R. 2.; ma è evidente che ne' due Codd. italiani è corsa una lacuna. Nel C. F. R.... par quei votre roe de sus ne descende de la candoile aval. Et tu auras I autre roe appareilee dou grant de celle de sote, et qu'ele soit double gluee.(1346) Nel n. t. torre. — Abb. corr. col C. R. 2.(1347) Il n. t. ed il C. R. 2. sono di nuovo errati: segno che il traduttore italiano non era pratico di scenza astrologica. Ecco il testo francese: En la roe de sus aura I pertuis dou grant d'un chiehre ou plus I poi reont per la ou la clarte desendra sur la planete. Au perchemin chi est glue sur la table aura escrit dessus par conpas les VII planetes.