Cap. CCCCXXI.

Lo re domanda: che cosa è onnipotente e trinitade? Sidrac risponde:

Siri Idio, padre omnipotente, padre e filio e spirito santo, una trinitade e non stimabile(1333), tre persone in uno Idio, che è e che fue e che è a venire; io ti priego, podestà alta, non istimabile, pardurabile virtù, tu mi di' verità, che ài podere sopra tutte le cose, si come, te dicente(1334), tutte cose son fatte; tu formasti in VII giorni la forma delle cose di tutte criature, in diverse maniere nella loro propria forma, siccom'è lo tuo piacere. O mio creatore, degnami mostrare per questa arte delle pianete, per lo quale podere tu l'arai mostrato a tutto il mondo governare(1335), che io possa sapere di quella cosa che io cheggio a sapere, si mi ci troverrai la cagione XL per lo tuo santo nome, in ch'ella dee venire e porre fine(1336); non mica, messere, per lo mio servigio, ma per lo dono di tutta grazia(1337).

(1333) Intendasi da non potersi comprendere, non comprensibile. — Nel C. F. R. non estimables.(1334) si come toi disant et comandant C. F. R.(1335) Così pure nel C. R. 2. — Correggasi col C. F. R.: per le quel poeir che tu lor a dones por le monde governer par ton comandement.(1336) Come decifrare il senso di queste parole? E non sapremmo nemmanco far conghietture sul modo di correggerle, non dandoci alcun lume il C. R. 2., dove leggesi: Se nimici troverai la cagione in quelle quaranta in cui ella verrà e finirà. — Meno oscuro pare il C. F. R.: si nomes la chose par ton saint nom, Elyemon, en qui doit elle venir et perfinir.(1337) tua grazia C. R. 2.

Cap. CCCCXXII.

Lo re domanda: che cose sono invenie e come sono fatte? Sidrac risponde:

Quando tu averai questo fatto e detto, tu farai XII invenie, a onore di Dio, lo creatore, della sancta trinitade padre e figliuolo e spirito santo; e dirai questo: siri Iddio, criatore del cielo e della terra, per lo tuo santo nome ch'è Limon(1338), io ti priego per la tua santa pietà e per gli angioli, quelli ch'annunziarono agli uomini le grandi cose, che tu mi degni mostrare delle pianete la cosa ch'io ti chieggio sapere, quella XL(1339), e in che ella viverà e finirà. Io ti priego, messere del cielo e della terra, per lo tuo santo nome Elimo, e per li tuoi(1340) santi angeli, che anunziano e amaestrano alle comune criature, cioè agli uomini, le picciole cose, che tu mi degni mostrare in questa arte delle pianete di quelle cose ch'io cheggio a sapere, quello, XL, in che ella verrà e finirà. Messere Domenedio Elimo, io ti priego per la santa trinità, la quale comanda agli santi spiriti e li signoregia, che più non faciano graveza all'umane cose(1341), che tu mi degni mostrare in questa arte delle pianete, della qual cosa io ti priego di sapere quella XL, ch'ella viverà e finirà.

(1338) Helyemon C. F. R.(1339) Così, in questo luogo e più sotto, come vedrassi. — E nel C. R. 2. sempre quaranta. Di questa parola nessun vestigio nel francese; ma invece, dove l'italiano ha XL, il francese ha N...: che vos me dignes de mostrer par l'art de les plainetes de la quel choze che ie dezire de savoir N. et en que elle devenra et finira. — Questa N pare sia posta ad indicare che ognuno debba esprimere la cosa che chiede, facendo questa invenia. E forse dall' N può esser nato il XL, per errore di copista, e per nuovo errore il quaranta.(1340) Nel n. t. nomi. — Abb. corr. col C. R. 2.(1341) alle umane nature C. R. 2.

Cap. CCCCXXIII.

Lo re domanda: che cosa è criatore? Sidrac risponde: