(1433) Cf. C. Plinii Sec., Hist. Nat. XXXVII, 31. La Sardonia, o pietra Sarda, è una varietà delle agate.(1434) Alamandines C. F. R. Forse adamantines? »Alamandina a loco in quo secundum plurimum generatur, sic vocatur, hoc est ab Epheso quae Alabandina vocatur alio nomine. Est autem ruborem habens fulgentem, et est lapis claris ut Sardinus». Alb. Magn., De Miner., I.(1435) Giarconsia o Giarcone — È un silicato di zirconio.(1436) sont crees ensemble C. F. R.(1437) si gli fie data dirittamente C. R. 2.

Cap. CCCCLV.

Lo re domanda: che à a fare lo topazio(1438)? Sidrac risponde:

Topazio è di giallo colore, e è d'una maniera d'oriente e d'arabo, e sono gli migliori topazi. Egli guarisce e rifreda d'una malizia che à nome fie(1439). Chi è segnato di topazio, già più non crescerà la sua malizia. Topazio ritrae alla luna, e piglia simiglianza(1440). Quando la luna è laida e piovosa(1441), si è questa pietra torbida; quando la luna è bella, si è questa pietra più bella e più chiara e di migliore colore. Chi porta questa pietra, ama di portare lo suo corpo nettamente e castamente, e più ama e più teme lo re celestiale. Questa pietra à colore d'oro e d'azurro. Li re(1442) deono spesso riguardare topazio, perch'ella dà buona ricordanza a quelli che la raguardano, e falli pensare alla reale vita coronata, che giammai non fallerà. Topazio è pur cotale com'elli nasce(1443); e perch'elli è così piacente che non cale altrui di pulirlo; e anche perciò non perde la sua virtù nè la sua forza. Topazio dee essere sopra oro.

(1438) che virtù àe lo topazio? C. R. 2.(1439) Nel n. t.: che anno fie. — Nel C. R. 2.: che ànno. — Nel C. F. R.: chi a nom fie. — E secondo quest'ultima lezione, come quella che ha un qualche senso, abbiamo corretto.(1440) retrait a la lune par semblant C. F. R.(1441) chant la luneison est laide ec. C. F. R.(1442) Manca al n. t. li re. — Abb. suppl. col C. R. 2., sulla scorta del C. F. R.(1443) Toupasse tel com'il naist est melior C. F. R.

Cap. CCCCLVI.

Lo re domanda: che à a fare lo smeraldo?

Ismeraldo sormonta tutti i verdori. Li fini ismeraldi vengono di Soria, del fiume di paradiso. Ismeraldo migliora gli occhi, e lo vedere guarda di peggiorare(1444). Lo smeraldo crescie le riccheze, e fa l'uomo in parole atemperare(1445). E si guariscie una malattia del cuore; e si vale molto contra le gotte, e incontro a tempesta, e incontro a guerra. Sapiate che quelli che lo smeraldo porta sopra sè, più ama di portare suo corpo nettamente, e più si guarda d'udire villanie, e più si mantiene godente e bello e netto, e pensa nella sua anima; e più ama netti diporti e buone opere; chè Idio donò a questa pietra questa virtù. Ismeraldo è sopra la terra pietra nomata di Dio. Una maniera di bestie sono che ànno nome grifon, che guardano gli smeraldi sopra lo fiume di paradiso, nella terra di Soria. E questo maniere di bestie ànno lo corpo dinanzi a modo d'aquila, e dietro a modo di lione. E una maniera di gente che ànno nome Atrupes(1446), che non ànno se non uno occhio nel mezzo della fronte; quelli vanno tutti armati al fiume, e pigliano di questi ismeraldi; e queste bestie gli difendono tanto come possono; ma quelli sono armati, e torre no' gli possono loro(1447). Esmeraldo netto e gentile è molto verdissimo.

(1444) et guarde la veue C. F. R.(1445) et fait a home paroles atempees C. F. R.(1446) Arimpiles C. F. R.(1447) Odasi il dotto Alberto Magno parlare dello smeraldo (De Miner., II.): »Fertur quod illi de nidis griphonum auferuntur, qui lapidem hunc cum crudelitate magna custodiunt: dixit enim unus de Graecia veniens, veridicus et curiosus experimentator, quod ille lapis nascitur in rupibus qui sunt sub aqua maris et quod ibi frequenter invenitur..... Expertum autem est temporibus nostris quod hic lapis, si vere bonus et verus est, non sustinet coitum: propter quod rex Ungariae, qui nostris temporibus regnat, in coitu cum uxore sua lapidem hunc in digito habuit, et propter coitum in tres partes fractus fuit. Et ideo probabile est quod hic lapis gestantem se ad castitatem inclinat. Ferunt etiam quod auget opes, et in causis dat verba persuasoria, et quod collo suspensus curat emitriteum et caducos morbos... Dicunt etiam quod bonam facit memoriam, et quod tempestatem avertit, et valet divinantibus».

Cap. CCCCLVII.