Lo re domanda: che à a fare il rubino? Sidrac risponde:
Rubino è vermiglio, e vince tutte le cose vermiglie. Lo gentile rubino fine e netto è lo signore delle pietre. Egli è la gemma delle gemme. Egli à vertù delle pietre preziose e di sopra queste(1448); e di questa signoria(1449), quando quelli che lo porta è tra gente, tutti gli portano onore e riverenza, e si ringioiscono della sua venuta. Le bestie che beono dell'acque dove il rubino è stato, guariscono della loro malizia. Chi in buona credenza raguarda questa pietra, ella il conforta, e fagli ubriare tutti i suoi contrarii, per la vertù di Dio. Ella pasce gli occhi, e conforta il cuore: e con questa à l'uomo signoria sopra tutte le pietre che preziose sono(1450). Rubino è trovato nella profonda India, nel fiume di paradiso(1451).
(1448) Il a la vertus des pierres preciousses par dessus toutes C. F. R.(1449) egli àe vertù che quando quelli che lo portano adosso C. R. 2. — il est de tel segnorie C. F. R.(1450) Il n. t. è conforme al C. F. R. — Ma migliore sembra a noi la lez. del C. R. 2.: con questo àe l'omo signoria. Sopra tutte le pietre preziose sono li rubini.(1451) Anche del rubino vedi le virtù miracolose in Alb. Magn. loc. cit.
Cap. CCCCLVIII.
Lo re domanda: che à a fare il zaffiro? Sidrac risponde:
Zaffiro è molto convenevole pietra in dito di re; e molto è santissima pietra e graziosa. Nella rena di Libeo, nel fiume d'Oriente, presso d'uno petrone di mare, sono trovati i zaffiri, più che in niun'altra parte. Quello è gentile zaffiro che somiglia al puro cielo. Nella profonda acqua sono trovati i zaffiri iscuri; ma egli non sono nimica di quella virtù. Ma tutti sono dalla parte di Dio virtudiosi e pieni di grazia. Queste tre maniere di pietre di zaffiri distornano follie e invidia, e confortano i corpi e i menbri, e istornano l'uomo da prigionia; e gli aiutano a diliberare(1452). E gli prigioni gli deono toccare a' IIII cantoni della prigione e a' suoi legami; e s'egli àe(1453) la buona credenza, egli sarà diliberato, per la virtù di Dio, ch'egli à donato a' zaffiri. Zaffiro è buono per acordare genti insieme, e per rompere malie; e molto vale a guarire di bocche, e di tutte enfiagioni; che l'uomo mette lo zaffiro nell'acqua, e poi gli dà a bere di quella acqua. Idio consiglia quelli che nettamente lo porta. Zaffiro è del colore del cielo; ma si somiglia biadetto(1454). Chi zaffiro isguarda tutto bene gli aviene, tuttavia.
(1452) e s'egli è in prigione ellino l'aiutano diliberare C. R. 2.(1453) Nel n. t.: e acciò che. — Abb. corr. col C. R. 2.(1454) mais la force de l'autre veue semble qu'il soit blef. C. F. R.
Cap. CCCCLVIIII.
Lo re domanda: il diaspro(1455)? Sidrac risponde:
Diaspri sono di VIIII maniere, e di diversi colori; e sono trovati in fontane del mondo(1456). Ma lo diaspro ch'è verde, è migliore che gli altri. E quando v'àe candelle vermiglie(1457), e ispartite e intagliate di vecchie intagliature(1458), quelli è lo signore de' diaspri. E si è buono contra tutti i vermini. E se tosco è recato là ove diaspro sia, egli suderà, e muterà via di colori. E si dee per ragione istagnare il sangue a quelli che àe buona credenza; e dee guarire di febre di ritropisia. Chi diaspro guarderà incontro lo giorno, egli fia guardato di fantasima. E fa l'uomo possente e savio. E molto vale a femina che partorisca figliuoli, e più tosto partorisce. Diaspro guarda l'uomo di contrario. Chi lo porta egli si dee guardare nettamente(1459). Diaspro è verde e di bello verdore(1460).