Lo re domanda erba d'odio(1525). Sidrac risponde:

Anche è un'erba di due palmi, e à foglie a guisa de le stelle, fiori vermigli, seme vermiglio, radice lunghe. Chi portasse sopra sè di quella erba, egli sarebe odiato da tutta gente. E se alcuna bestia l'avesse adosso, andando, l'altre bestie no' la vorranno mai vedere nè trovare, nè udire di lei favellare, nè in camino nè in contrada, tanto com'egli sarebbe di quella diliberato(1526).

(1525) Nel n. t.: erba di Dio. — Abb. corr. secondo i due codd. R. 2. e F. R.(1526) mentre che questa erba avesse C. R. 2.

Cap. DXIII.

Lo re domanda per iscaldare il corpo d'uomo. Sidrac risponde:

Anche è un'erba di V palmi o di meno, cioè foglie fesse, e fiori bianchi, e seme giallo, e radice ritonde grosse. Chi la portasse e bevesse lo sugo tre dì a digiuno, egli sarebe la notte di calda conparasione; altresì la femina come l'uomo.

Cap. DXIIII.

Lo re domanda erba per infrescare il corpo. Sidrac risponde:

Anche è un'erba lunga di due palmi o di meno, e à foglie in guisa d'isoppo, e fiori gialli, e seme giallo, e radice forcute. Chi la pestasse, e bevesse lo sugo uno dì a digiuno, egli sarebe di fredda conparisione, altressì come uno uomo castro(1527); e non potrebe ingenerare nè giacere con femmina, chè egli à perduto la forza e lo vigore.

(1527) com I home chi cust perdu ses coilles C. F. R.