Lo re domanda: quando tutto il mondo finirà, e il figliuolo di Dio verrà a giudicare i vivi e' morti, quali saranno i vivi e quali saranno i morti? Sidrac risponde:
Spiritualmente e corporalmente egli giudicherà i vivi e' morti. I vivi sono quelli che saranno istati suoi amici, che saranno degni d'avere la vita che mai non averà fine, e la conpagnia degli angeli in cielo. E li morti saranno quelli che saranno istati suoi nimici, che non avranno voluto in opere e in parole ubidire i suoi comandamenti, onde egli saranno degni d'avere le pene dello 'nferno, nella conpagnia del diavolo. Che egli non vorrà seco ma che una maniera di gente: ciò fieno quelli che l'averanno conosciuto, e ciascuno dì lo conoscieranno, e lo suo comandamento faranno. Ma sopra tutte maniere di rei giudicherà quelli che le sue parole sapranno, e gli suoi comandamenti non osserveranno: ciò fieno gli falsi cristiani. Ma gli buoni che saranno del suo popolo, i quali comandamenti osserveranno, quelli fieno e sono dal cominciamento del mondo giudicati ad avere la vita senpre eternale, e la gloria del cielo. E altressì tutti i miscredenti saranno giudicati a senpre eternali pene.
Cap. DXXV.
Lo re domanda: La città del figliuolo di Dio Ierusalem, la quale è nel bellico del mondo, di cui sarà alla dopo la sua morte? Sidrac risponde:
La città del figliuolo di Dio sarà di più gente e di più lingnaggi. Molti re la disiderranno d'avere per la sua dignità. E VII volte dee essere presa e guasta; e molta buona gente vi sarà morta e lapidata. La prima gente che la piglieranno, apresso la morte del figliuolo di Dio, saranno quelli che l'uccideranno, li giudei, ch'elli la teranno apresso poco tenpo; che la torrà loro il popolo di Dio, e la signoregeranno, gli quali saranno convertiti al figliuolo di Dio: ciò fieno gli greci, gli quali signoregeranno gran parte del mondo, e saranno in loro tenpo la più pregiata e la più possente gente del mondo; gli quali sapranno tutta l'arte della stolomia. Questa gente greca per la loro potenzia e signoria innorgogliranno; e Iddio, per distruggere il loro orgoglio, farà nasciere uno uomo, Macometto d'Iberia, della più forte gente del mondo; e torrà loro tutta la terra, e gitteragli in uno cantone del mondo, in Romania, e perderà podere e senno.
Cap. DXXVI.
Lo re domanda: qual'uomo sarà quelli che nascierà di boschi che sì grande sarà? Sidrac risponde:
Egli sarà uno uomo Macometto, povero e di laida fazione, pastore di cavagli; e sarà amonito(1529) dal diavolo, tanto ch'egli lo farà suo profeta, per suo reo ingegno, e non avrà se non XL uomini in suo podere. Per gli aguati e scaltrimenti del diavolo, e' ingannerà molta gente; e la maggiore parte del mondo convertirà a sè; e guadagnerà la magior parte del mondo, inverso il levante; e ordinerà in fra la gente una legge molta malvagia; e tutto questo farà per l'amunimento(1530) del diavolo. Egli ordinerà inanzi la sua morte uno capo della sua legge, e chiamerallo Califfo; e comanderà a lui e al suo popolo che difendano la sua legge colla spada. E così sopraprenderà una grande parte del mondo; ma alla fine egli perderanno tutto, che gli saracini regneranno oltra a C VII quarantuno anni. Quando questo termine fia compiuto, egli sarà presso alla fine della loro signoria; pure a quello termine averanno egli perduto le tre parti del loro podere; e saranno in servigio del popolo del figliuolo di Dio, latini(1531). Ma altra generazione di gente che quelli latini loro toglierà la terra in prima; che altra gente più miscredenti che saracini torrà loro la terra(1532), che quando gli saracini saranno nel loro grande istato, egli signoregeranno grande parte del levante e ponente, e Ispagna e la magior parte dell'isole di mare di Turchia e d'Erminia e di Soria la grande e la piccola; ch'egli saranno idolatri, la magiore parte di loro.
(1529) enseigne C. F. R.(1530) industria C. R. 2.(1531) en servage as latins pueple dou fis de Deu C. F. R.(1532) autre nacion che cil a chi tolleront la terre, et autres plus mescreans diaus, tatars, chant il seront au comencement de leur honor, segnoreront ecc. C. F. R.