Anche è un'erba di due palmi, e à VII rami, e in ciascuno ramo à uno fiore biadetto, seme giallo, e gialle radici un poco forcute. Chi la bollisse con mele, e facesse di quelle inpiastro, e mettesselo sopra il capo raso di colui che à il farnetico, egli guarirebbe.

Cap. DXXII.

Lo re domanda erba per colui che non può tenere l'orina(1528). Sidrac risponde:

Anche è un'erba d'uno palmo, e à molte foglie a guisa di menta, fiori vermigli, radici gialle. Chi beesse il suo sugo a digiuno, egli gli conforterebbe le reni, chi la beesse tre dì.

E altressì queste erbe che noi abiamo nominate, quando sono secche, ànno altresì la loro vertude, come verdi. E anche ne sono molte volte altre assai, maravigliosamente virtudiose, che l'uomo le potrebe trovare per l'universo mondo; ma nonne vogliamo fare menzione, che tropo sarebe grave; che per tutte le cose à vertù, ciò è nelle parole e nell'erbe e nelle pietre preziose; ma sopratutto sono le vertudi nelle parole. Ciò sono le parole che adorano Iddio, lo criatore di tutto il mondo. Tali parole vagliono a tutti bisogni, e scanpano e scanperanno le persone di molti pericoli. E noi facciamo priego a l'altissimo signore del cielo e della terra, che scanpi quello ch'è scritto qui de' pericoli dello 'nferno e delle brighe del mondo. Iddio gli dia buona vita e sanità conpiuta. Amen. E faretene a Cristo orazione, per quelli che à scritta questa ragione.

(1528) Nel C. R. 2.: a guarire delle reni.

Cap. DXXIII.

Lo re domanda: qual'è il più degno luogo del mondo? Sidrac risponde:

Lo più degno luogo del mondo si è lo bellico del mondo, cioè Ierusalem, e per ragione egli dee essere corporalmente; chè il bellico del mondo si è lo mezzo del mondo; e chi vi fosse, tanto sarebbe presso del levante come del ponente, e di mezzo giorno come di tramontana. In quella terre sarà la terra di promessione, nella quale sarà fatto lo giudicamento del figliuolo di Dio, quando egli verrà in terra la seconde volta, a giudicare i vivi e' morti; chè quando lo mondo finirà, sarà conpiuto lo comandamento di Dio.

Cap. DXXIIII.