Cap. XXXV.

Lo re domanda: di qual natura è 'l corpo e di quale conpressione? Sidrac risponde:

Lo corpo è della natura della terra e di fredda conpressione; e si è facto di quattro elimenti: che della terra à egli la carne, e dell'acqua lo sangue, e dell'aria l'anima, e del fuoco calore. La carne, che è fatta di terra, è fredda; lo sangue, che è facto d'acqua, si è freddo; l'anima, ch'è fatta d'aria, si è calda, che ciascuna torna alla sua natura. Il calore che è della lena di Dio, si è l'anima, che la lena si è di due cose: aria e calore(459). E quello calore che a l'anima(460) dà la lena di Dio, si abita al sangue, e per diritta natura inforza(461) il sangue e lo scalda. Et elli scalda(462) l'altre cose che sono al corpo, e si fa gli omori neri e gialli, per la natura del sole, caldi essere.

(459) el calore ke ella avia da Dio è anima di natura; di natura si è calda, kè alena si è due cose: aiere e calore C. R. 1.(460) che è anima C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.(461) isforza C. L. e C. R. 2. — Abb. corr. col C. R. 1., e col C. F. R. che ha esforce, da esforcer, fortificare, rendere più forte. Isforzare, trad. letter. di esforcer, non ha in ital. questo significato.(462) Abb. aggiunto et elli scalda, dal C. R. 1.

Cap. XXXVI.

Lo re domanda: l'anime sono fatte dal cominciamento del mondo o sono facte ciascuno giorno(463)? Sidrac risponde:

Dio fece tutte quelle cose che essere doveano dal cominciamento del mondo a una volta(464), e tutte le cose fece insieme; che iscritto è che allora fece tutte le cose che erano a venire; ma egli le divise poi di(465) diverse maniere. Che altressì come lo comandamento fue dal cominciamento del mondo, che, tante creature nasciessero, tante anime fossero facte a una volta dal cominciamento del mondo, che incontanente fue lo suo comandamento adenpiuto. Però diciamo noi che infino allora furono conpiute tutte le cose che essere doveano in questo secolo, infino allora che 'l suo comandamento fu fatto. Non credete già che ciascuna criatura che nascie(466), che Idio in quell'ora comandi lo suo nascimento; anzi è il suo nascimento(467) comandato dal cominciamento del mondo; chè 'l buono signore a una volta suo comandamento e volontà à compiuto, insiememente come leale justizia, ch'è ordinata e scripta sempre mai a tucti(468).

(463) o sono facte di dì in dì C. R. 2.(464) a l'octa C. R. 1.(465) in C. R. 1. e C. R. 2.(466) nascesse C. L. — Abb. corr. coi Codd. R. 1 e R. 2.(467) sua nascenza C. R. 1.(468) Nel C. L. e nel C. R. 2. questo periodo è molto confuso e senza senso. Al C. F. R. manca. Noi abbiamo per conseguenza adottata la lez. del C. R. 1., sebbene assai oscura anch'essa.

Cap. XXXVII.

Lo re domanda: quelli che Idio nè nullo bene conoscono s'elli possono avere(469) nulla scusa? Sidrac risponde: