Tutti quelli che non conoscono Idio, Idio non conoscie loro; e tutti quelli che non vogliono conosciere Dio(470) nè per fede nè per ley(471) nè per opere, quelli saranno dannati colli suoi nemici per tutto tenpo. E quelli che lui credono e non vogliono fare le sue opere(472), che semplicemente intendono, come semplici uomini(473), se egli sono dannati, elli sono più crudelmente tormentati, se inanzi la loro morte chegiono perdono e merciede, e prometteranno che giammai peccato non faranno, e in questa promessa attendono(474).

(469) Abb. agg. avere. Nel C. R. 1.: puote avere niuna scusatione.(470) Abb. agg. Dio dal C. R. 1.(471) Parola schiettamente francese. Nel C. R. 1.: nè per leggi, nè per fede, nè per uopera. — La stessa parola abbiamo trovata al cap. XX.(472) suo comandamento C. R. 1.(473) Intendi: coloro che hanno intelletto semplice.(474) È evidente che il senso non torna. Correggasi dunque col C. R. 1., che va daccordo col francese: s'elli sono dampnati non sono duramente tormentati; ma kelli ke bene conoscono e suoi comandamenti, e no li vogliono fare, quelli sono duramenti tormentati, se prima ke muoiono non si pentono, e promectano di giamai più non peccare, et kesta promessa manterano.

Cap. XXXVIII.

Lo re domanda: dèe l'uomo fare altra cosa che 'l comandamento di Dio? Sidrac risponde:

Idio à facto l'uomo naturalmente per lui servire, e fare lo suo comandamento, e odiare lo suo nimico e lo nostro, cioè a intendere lo diavolo e lo suo ingegno. E simigliantemente(475), come noi abiamo e volemo avere signoria, e essere serviti da tutte l'altre criature che Iddio fece, altressì vuole Iddio che è tutto possente avere servigio da noi, e che noi gli crediamo e adoriamo, che noi dobiamo avere grande amore in Dio lo creatore, e grande odio al diavolo.

(475) e essere simigliantemente C. L. — Abb. soppresso essere sulla scorta de' Codd. R. 2, e F. R.

Cap. XXXIX.

Lo re domanda: perchè è chiamata morte? Sidrac risponde:

Le morte non è chiamata morte a quelli che trapassano di questo secolo, anzi è chiamata trapassamento; che quegli che muoiono in questo secolo, e pare che muoiano, non fanno(476), anzi trapassano di questo secolo nell'altro. Quelli che non credono in loro criatore, e sono fuori del suo comandamento, quelli muoiono, e a cotal gente vale molto la morte, se avere la potessono, perch'egli domanderanno la morte, e la morte loro fuggirà. Quando verrà la seconda volta lo figliuolo di Dio a giudicare lo mondo, i buoni e li malvagi risuciteranno; i malvagi saranno col corpo e coll'anima, siccom'egli sono in questo secolo, in pene; e gli buoni trapasseranno. E non morranno già quelli che lo loro creatore conoscono. E quelli che(477) lo suo comandamento non fanno, saranno messi nel più alto inferno; egli vi dimoreranno sanza fine. E la seconda volta che 'l figliuolo di Dio verrà per noi giudicare, i corpi de' buoni ritorneranno coll'anime in(478) gloria di vita eterna, nella conpagnia degli angioli, che mai non averà fine.

(476) ma non muoiono C. R. 1.(477) Abbiamo agg.: E quelli che; poichè altrimenti il senso non torna. — Il C. R. 2. concorda col C. L.(478) di C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.