Cap. XLV.

Lo re domanda: qual'è la più laida cosa che sia, e la più pericolosa e la più maledetta e la più paurosa? Sidrac risponde:

L'anima ria è la più laida cosa che Idio facesse, e la più orribile cosa che sia; che, chi la ria anima potesse vedere, egli avrebe paura di lei. Ella si è la casa del diavolo; e si è sì puzzolente, che gli angioli nolla possono sofferire a vedere nè udire. E sta ella tutto giorno in grande paura d'avere maggiore pene che non à; e si sarà tormentata, nella conpagnia del diavolo, di sua maladizione. Ella è la più maladetta cosa che Idio abia fatta, che ella sarà maladetta dal figliuolo di Dio, al dì del giudicio, inanzi gli angioli e inanzi gli arcangioli e tutte l'altre buone anime, che tutte avranno allegreza del suo male.

Cap. XLVI.

Lo re domanda: le buone anime non avranno duolo del male delle rie anime? Sidrac risponde:

In verità vi dico che le buone anime saranno nella volontà di Dio, e a tutti piacerà lo suo giudicamento degli suoi nimici, e ched egli si vendichi(497) di tutti coloro che sono istati contra lui; chè egli è diritto, e lo suo giudicamento si è diritto e leale. E quando le buone(498) anime vedranno che(499) Idio l'avrà giudicate in pene, elle si diletteranno di vederle, altressì come noi ci dilettiamo di vedere i pesci nell'acqua.

(497) e ch'egli si vendica C. L. — Abb. pref. le lez. del C. R. 2.(498) rie C. L. — Abb. creduto di dover preferire la lez. del C. R. 2., anche per l'autorità del C. F. R. che ha: quant les bones armes.(499) Meglio il C. F. R.: veront les felons.

Cap. XLVII.

Lo re domanda: che vale meglio o la santà o la malizia? Sidrac risponde:

Degna cosa è la sanità dell'anima che è pura e netta, e quella anima sarà nella conpagnia del cielo(500). Altressì come uno cavaliere che è forte e prode e è valente, e fosse della vostra masnada, e voi andasti in battaglia, bene vorresti ch'egli fosse della vostra conpagnia; e se egli fosse malato e fievole e debole, voi non vorresti che egli fosse presso a voi; simigliantemente(501) della sanità e della malizia; che sanità varrà meglio che malizia all'anima. Che l'anima ch'è malata, cioè di peccato, quella anima è della conpagnia del diavolo; e Dio non vuole che s'acosti a lui, se di quella malizia non guariscie. La sana, ch'è sanza peccato, vuole egli bene che sia apresso di lui. Eziandio al corpo vale meglio la sanità che la malizia, a coloro che la sanità e la forza usano bene per loro e per altrui. Gli rei, che lo bene non vogliono fare e fanno lo male, la malizia al corpo loro vale meglio che la santà; chè, per la fievoleza del corpo e della malizia, si ritragono di mal fare; e gli buoni non ànno briga delle loro rie opere, ch'egli fanno.