Tutti saranno credenti alla sua fede, cioè(484) a 'ntendere del suo popolo. Ma egli saranno di diverse maniere di linguaggi(485); e l'uno avrà più stretto comandamento che l'altro(486); che quello che il figliuolo di Dio comanderà al suo popolo sarà tutto uno; e quello(487) che li suoi dodici ministri comanderanno, sarà quello ch'egli avrà comandato della sua bocca. Ma gli altri che verranno apresso, saranno in luogo di ministri(488), vedranno la fragilità della fievole carne della gente, e allora faranno uno comandamento più leggiero, ch'egli ànno il podere di ciò fare, dal podere di Dio e de' suoi ministri. Ma ciascuna delle nazioni crederà essere migliore l'una che l'altra, al loro parere; ma tutti saranno come in uno grande giardino, ove avrà molti albori, e l'albero che più renderà al giardino, lo giardiniero più l'ama e più lo 'nnacqua e tienlo più caro(489). Simigliantemente saranno tutte le nazioni e le generazioni che crederanno nel figliuolo di Dio vivo, e lo suo comandamento(490): quelli che più fermamente terrà sua fede e suo comandamento, quelli sarà più presso di lui in cielo e in gloria.

(484) acciò C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.(485) ligniagi C. R. 2.(486) che la loro C. L. — Abb. corr. sulla scorta del C. F. R.: des autres.(487) quegli C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.(488) meglio il C. F. R.: et seront en leu des ministres.(489) Abb. adottata la lez. del C. R. 2., come più corretta di quella del C. L. Dobbiamo però avvertire che in esso C. R. 2. si legge, invece di lo giardiniero, lo giardino, che a noi è parso errore da potersi senza esitanza correggere, sull'autorità del C. F. R. che ha jardinier.(490) ed al suo comandamento C. R. 2.

Cap. XLIII.

Lo re domanda: che comandamento farà Iddio al suo popolo? Sidrac risponde:

Iddio comandò al suo popolo amore e giustizia, e che l'uomo non faccia a niuno quello che non volesse che l'uomo faccia a lui(491). Che per l'amore di Dio che à in Adamo(492), egli manderà il suo figliuolo in terra a morire, per lui diliberare; e per l'amore che 'l figliuolo di Dio avrà in lui, si lascieranno molti morire per diversi tormenti, per andare nella sua compagnia in cielo. Per l'amore e per la povertà e per l'astinenzia, andranno egli in cielo nella sua gloria: che chi àe buono amore in Dio, egli à buono amore in sè medesimo; chi à la povertà(493) e la sofferenza e l'astinenzia in lui, egli à l'amore di Dio in lui.

(491) Migliore la lez. del C. R. 2.: Idio comanda al suo populo timore e giustizia e astinenzia, e che l'omo non faccia a nullo quello che non volesse che fosse fatto a lui.(492) che Dio àe in Adamo C. R. 2.(493) punta C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.

Cap. XLIV.

Lo re domanda: qual'è la più sicura cosa che sia e la più benedetta e la più degna e la più bella? Sidrac risponde:

L'anima è la più degnia cosa del mondo, e la più bella e la più benedetta; chè la buona anima è più bella e più isplendiente che 'l sole, e più degnia che niuna altra cosa che Idio abia fatta in terra; ch'ella è fatta della lena di Dio; e sì sono stabiliti gli angioli per lei isguardare(494); e si istà inanzi a Dio a faccia a faccia, e è la più sicura cosa(495) che Idio abia fatta; ch'ella è buona, e sicura ch'ella sarà della conpagnia di Dio, nella sua gloria, tra gli agnoli, e non avrà mai fine, nè fame nè freddo nè caldo nè male nè dolore nè tristizia nè invidia nè cupidigia, ma tutto giorno gioia(496) e letizia delle sue benedizioni. L'anima è la più benedetta cosa che Idio abia fatta; chè egli benedisse tutte le cose per lei servire. La benedizione è sì grandissima, che, se ella entrasse in una pietra, ella parlerebbe. Ella sarà benedetta per lo figliuolo di Dio, per tutti i tenpi, quando egli verrà la seconda volta a giudicare lo mondo, cioè a sapere alla fine del mondo, che giudicherà i buoni e' rei.

(494) Il C. F. R. ha garder, che noi crederemmo usato qui nel senso di proteggere. Potrebb'essere che il testo francese da cui fu tradotto il nostro avesse esgardeir, esguarder, che fu adoperato per consigliare.(495) Abbiamo agg. cosa da' codd. R. 2 e F. R.(496) e tutto giorno è gioia C. L. — Abb. corr. sulla scorta del C. F. R.: mais tous iors ioie, ec.