Lo re domanda: dopo lo tenpo che 'l figliuolo di Dio monterà in cielo averà istolomia(512) nel mondo per insegnare? Sidrac risponde:
Quando lo figliuolo di Dio monterà in cielo, si lascierà lo suo podere a' suoi XII apostoli, e quelli istabiliranno una casa che sarà chiamata dello figliuolo di Dio(513). Dopo loro verranno gli altri, che tuttavia lo comandamento loro seguiteranno uno grande tenpo, e saranno i primi che al figliuolo di Dio avranno creduto, e saranno di grande podere e di grande ricchezze e signoria; e poi diventeranno fievoli nella credenza del figliuolo di Dio e ne' suoi comandamenti, i quali avranno istabiliti i dodici apostoli; e non si vorranno amendare delle loro rie opere. Iddio per loro peccato gli distruggierà. Quelli saranno dell'arte della stolomia(514), perch'elli saranno molti savi e di grande provedenza.
(512) istrologhi C. R. 2. — estronomen C. F. R. — Crediamo che sia da correggere istrolomia. — Il prov. ha: estrolomia; e più sotto strolomia ha il C. R. 2.(513) una casa che sarà chiamata lo figliuolo di Dio C. L. — e quelli stabiliranno uno che sarà chiamato lo figliuolo di Dio C. R. 2. — Lezioni erronee ambedue. Noi abbiamo creduto di ristabilire rettamente il senso, correggendo dello figliuolo di Dio, sull'autorità del testo francese: une sainte maison che sera apelée la maison dou fis de Deu; e del C. R. 1.: che sarà apellata la magione di Dio.(514) Il C. R. 1. ha qui: astralumia.
Cap. LI.
(515)
Lo re domanda: chi bene nè male non fa è menato a peccato? Sidrac risponde:
Lo principe(516) de' ministri del figliuolo di Dio quelli l'acomanderà(517) a uno buono uomo che avrà nome Pietro(518); e dall'uno a l'altro sarà comandato(519), insino alla venuta del falso profeta che tutto il mondo divorerà; quelli sarà figliuolo del diavolo. Dopo la venuta del figliuolo di Dio M anni, crescerà peccato al mondo, fra 'l suo popolo, contra la fede, e sarà mescolato(520) tra' buoni, come i' loglio(521) tra 'l grano(522). E dopo lungo tenpo nascieranno due grandi colonne(523), che la fede di Cristo accrescieranno; e i miscredenti, che tra' buoni saranno, distrugeranno. L'una delle due colonne saranno apellate frati minori, e gli altri fratri predicatori(524); e saranno molto temuti per lo mondo, e povera gente saranno. I buoni gli ameranno e onoreranno e temeranno, per lo bene che faranno, e per la fede ch'egli acrescieranno; i rei gli temeranno, e onore e reverenza loro faranno, per la paura ch'egli avranno di loro; che per la gente di quelle due colonne(525) molti mali si lascieranno a fare, per la paura che i malvagi avranno di loro; ch'egli saranno la spada e la forza della casa del figliuolo di Dio, e aversari del diavolo di ninferno.
(515) Questo Cap. nel C. R. 2. e nel C. F. R. ha per titolo: Lo palagio del figliuolo di Dio a cui sarà accomandato quando elli verrà in terra? E questo titolo è necessario tener presente alla memoria, per intendere ciò che segue.(516) principio C. L. — Abb. corr. col C. R. 1.(517) lo comanderanno C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.(518) È curioso a notare che, mentre i due Codd. L. e R. 2. sono affatto conformi al C. F. R., e il C. R. 1. è affatto diverso e nell'ordine e nella dicitura e nella mole, qui esso C. R. 1. ha, invece di Pietro, padre de' padri; e pere des peres ha il C. F. R., mentre Pietro ha pure il C. R. 2., come il L.(519) Per accomandato. Comander franc. e comandar prov. hanno il senso il raccomandare.(520) saranno anunziato C. L. — Abb. corr. col C. R. 1. — Il C. R. 2. ha: e saranno amischiati.(521) gramegna C. R. 1. — La Crusca non registra che gramigna e gremigna.(522) Aggiunge il C. R. 1.: et sarano famati per loro risia patarini. — La Crusca non registra famato, nè risia.(523) Così hanno tutti i Codd.(524) sarà chiamata la minore, l'altra l'amonestatore C. L. — Abb. corr. col C. R. 1. Pare che il traduttore non intendesse la parola amonesteors del testo francese, che vuol dire propriamente consigliere, da amonester (ad monitare) consigliare. — Il C. F. R. ha: amonesteors prechors. Prechor significa predicatore, da precher.(525) che per quelle gente de le due colonne C. R. 1.
Cap. LII.
(526)
Lo re domanda se quelli che non fanno nè bene nè male è menato al peccato. Sidrac risponde:
Chi bene nè male non fa egli mena vita di bestia, e peggio che bestia; che se la bestia avesse iscienza in lei(527), farebe bene. Quelli che fa lo peccato, fa male; e quelli che lascia lo bene a fare, là ove egli lo possa fare(528), egli pecca simigliantemente. Come colui che à gran voglia di manicare, e egli passa per uno molto bello verziero, ove àe molti belli frutti, e lasciasi morire di fame, che non ne vuole toccare nè mangiare, egli fa male, quando egli no ne piglia e mangine, anzi che si lasci morire; chè magior male è di lasciarsi morire, che di mangiare il frutto.