Lo re domanda: puote la femina portare più di due figliuoli a uno corpo? Sidrac risponde:
La femina può portare nel suo ventre sette figliuoli; chè la madre(570) della femina à sette camere(571); e in ciascuna camera puote avere uno figliuolo, secondo la volontà di Dio, primamente; e poi secondo la natura della femmina. Che se la femmina è di calda compressione, e desiderosa dell'uomo, una o due o tre delle sue camere s'aprono; e quando l'uomo s'acosta a lei, lo seme cade nelle camere che truova aperte, e elle si chiudono sopra, e pigliano; e se v'àe altre camere aperte, e l'uomo s'acosta altra volta a lei, quella notte o quello giorno o lo domane o lo secondo giorno, e lo seme vi cade entro, e ella si chiude, allora si ferma(572) la creatura; e tanto istà a nasciere l'uno dopo l'altro, quant'egli à penato a ingenerare. E non intendere già che ciascuna volta che l'uomo s'accosta alla femmina, e lo seme cade nella camera, ch'ella possa pigliare; chè conviene che l'uomo e la femina sieno di buona tenperanza. Chè se l'uomo è luxurioso, e giace volentieri colla femmina, lo seme cade nella camera fraile(573), e è cosa sanza niuno podere o forza, quella(574) non si puote pigliare per la sua fralezza(575). E se l'uomo è stato grande tenpo ch'egli non sia giaciuto con femina, e lo seme cade nella camera, quello seme è sì caldo e sì ardente ched e' la consuma e arde, e non si puote apigliare. E se l'uomo e la femina sono tenperati, e la femina sia di calda volontà, e' s'apiglia, perchè lo loro seme si è di buona tenpera; e conciepino(576) a quello acostamento lo figliuolo; e quello figliuolo sarà gioioso e allegro e di bello modo. E se egli s'acostano niquitosamente(577), e lo loro figliuolo sarà d'altrettale maniera. E se l'uno di loro è fello e l'altro gioioso, simigliantemente lo loro figliuolo sarà alcuna volta fello e alcuna volta gioioso. E se l'uomo e la femina pensano in una persona, o l'uno di loro, quello che più vi pensa, puote bene essere che lo loro figliuolo somiglierà quella persona ove egli pensano(578).
(570) matrice C. R. 1.(571) camarelle C. R. 1.(572) forma C. R. 1. — Il C. R. 2. ha: ferma.(573) Fraile è parola dell'ant. fr. che significa frale, debole. — Il C. R. 1. ha: fievole e aguto; per uno strano equivoco del trad., il quale leggendo nel testo fr. foible et aigue ha volgarizzata quest'ultima parola per acuto, mentre invece aigue vuol dire acqua, e qui dev'essere stata usata per acquoso.(574) Intendi: lo seme o la semenza (semence), come hanno i Codd. R. 1. e F. R.(575) frailezza C. R. 2.(576) concepono C. R. 2.(577) corrucciosamente C. R. 1.(578) Et se l'uomo e la femina pensano, al loro assembramento, in una persona, overo l'uno di loro pensasse ad altra persona, dico che quelli a cui ellino più pensano, lo fanciullo rasembrarà quella persona C. R. 1.
Cap. LXVI.
Lo re domanda: qual'è la migliore cosa che l'uomo possa avere. Sidrac risponde:
Lealtà è la migliore cosa che l'uomo possa avere in sè; che chi è leale a Dio è leale a sè medesimo e alle genti; e quella è la cosa che Iddio più ama. Per lealtà gli agnoli che sono in cielo non furono abattuti cogli altri, che furono abattuti, che non erano leali. Per lealtà scanpò Noè dal(579) diluvio; e Idio volle rienpiere lo mondo della sua generazione. Per lealtà la buona gente che nascieranno, profetezeranno(580) l'avenimento del figliuolo di Dio. Per lealtà la Vergine conceparà lo veracie figliuolo di Dio(581), che si lascierà morire per diliberare Adamo e gli suoi amici del podere del diavolo. E per lealtà i buoni che saranno e verranno dopo lui si donaranno a diversi martiri(582), per lo suo amore. Lealtà è altressì pura e degna e chiara e netta come il sole, che non resta d'intorneare, e fa lo suo torno a ciò che Idio l'à istabilito, ch'egli non possa lo stabilimento nè 'l comandamento di Dio trapassare(583).
(579) per lo C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.(580) profetaranno C. R. 1.(581) la Vergine sarà conceputo dal figliuolo di Dio C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 1.(582) si 'l merranno in diverse maniere C. L. — Abb. corr. col C. R. 1., sull'autorità del C. F. R. che ha: se livreront a divers martires por s'amor.(583) ch'egli non passi lo stabilimento e lo comandamento di Dio C. R. 2. — che non trapassa neente il comandamento di Dio C. R. 1.
Cap. LXVII.
Lo re domanda qual'è la peggiore cosa che l'uomo possa avere in sè. Sidrac risponde:
In verità vi dico che la invidia è la(584) piggiore cosa che l'uomo possa avere in sè; che della invidia si genera avarizia e cupidigia e tradigione. E gli angioli che del cielo caddono, fu per invidia, la quale ebono verso Idio, lo loro creatore. Adamo primo nostro padre fu cacciato del paradiso e ispogliato della grazia di Dio per la invidia. Lo diluvio(585) coperse lo mondo, cioè a intendere lo popolo che erano inanzi noi, che erano cupidi del mal fare. La cupideza si è figliuola della invidia, che di lei disciende; e per invidia e cupideza molti ne perdono i loro corpi, e la grazia che Idio à loro donata. Tre grandi città nascieranno al mondo: le due saranno, inanzi a l'avenimento del figliuolo di Dio, distrutte per cupideza di malfare: l'una sarà per fuoco, l'altra sarà per acqua; l'altra sarà distrutta, dopo la venuta del figliuolo di Dio, per ispade. E per cupidizia del male fare e per invidia molti mali avengono.