Lo re domanda: la lebbra e la tigna di che aviene? Sidrac risponde:

La lebbra viene se la femina avesse due cose: l'una è se la femina avesse lo tenpo suo(592), e l'uomo s'acosta a lei, e ella ingenera, i suoi fiori(593) sono caldi e secchi; e lo figliuolo ch'ella avrà, conviene per diritta forza e per la natura che sia tignoso e lebbroso; che lo figliuolo si nodriscie in quello medesimo fiore della femina. Ma se li fiori fieno di buona conpressione, lo figliuolo non avrà niuno male nè niuno pericolo. Perciò non si dee l'uomo acostare alla moglie, quando è lo suo tenpo(594). E quando egli s'acosta a lei, si dee acostare a tale intenzione e con tale volontà, d'aver frutto per lo suo creatore adorare. Quando egli sentirà che la femina sia pregna, non si dee più acostare a lei nè toccalla carnalmente, infino che ella non abia partorito; e dopo lo partorire quaranta giorni. Questo è lo comandamento di Dio, ch'egli mandò a Noè, per lo suo angelo benedetto.

(592) Queste due cose avengono quando la femina àne sua privata malattia C. R. 1.(593) Il C. L. ha: figliuoli. — Ma abbiamo corr. col C. R. 2., perchè il C. R. 1. ha: fiore, e il C. F. R.: flors.(594) Quando ella àne il suo fiore C. R. 1.

Cap. LXXI.

Lo re domanda: tutte le cose Idio fece, furono fatte dal cominciamento del mondo? Sidrac risponde:

Iddio fece tutte le cose; ma alcuna cosa ce n'à, che non fu già fatta dal cominciamento del mondo; ma, per lo tenperamento di sua natura, sono poi fatte mille e mille, che furono poi create per la volontà d'Iddio, come sono asini e giomente e pelli, che furono dopo lo mondo fatti per lo sudore dell'uomo(595). Vermini furono poscia fatti per la carne fracida. Furono dapoi fatti altri vermini assai, uccelli volanti e molte altre cose, che molto sarebe lunga cosa a contalle; ma in qual modo sieno, Dio gli à fatti; per la sua volontà sono creati.

(595) La lez. del C. R. 2. è perfettamente uguale alla nostra, e nel C. R. 1. manca questo Cap. Non resta dunque che a consultare il C. F. R., e l'ediz. Palat. Ma questa se la sbriga senza parlare d' asini nè di giumenti. E nel C. F. R. sta scritto così: Dieu fist toutes cosses dou monde; mais aucunes ya que nefurent pas faites dou comencement dou monde; mais par le consentement Deu et per sa volente, et per latemprement des natures sunt depuis faites M. et M. furent depuis crees por la volente de Deu dame. Et poils furent puis fait de la suor de l'omo. — Io suppongo quindi che per errore sia stato scritto Deu dame in luogo di dame Deu, che trovasi usato nell'antico francese, e che è conforme al nostro domene Dio; e che il traduttore abbia letto, invece di dame, dane, d'âne, onde gli sieno usciti dalla penna gli asini e le giumente. Notisi ancora l'errore di avere volgarizzato poils (peli) per pelli.

Cap. LXXII.

Lo re domanda: chi vi nodriscie lo frutto della terra? Sidrac risponde:

Iddio gli nodriscie e gli pascie. Egli àe stabiliti quattro elimenti, per lui servire e onorare. La terra gli sostiene e gli guarda; l'aria gli nodriscie e gli sveglia(596); l'acqua gli pascie e gli verdiscie(597); lo sole gli scalda e gli crescie. Simigliantemente le continue(598) vivande, che l'uomo vuole cuocere, vi conviene di quattro elimenti: vasello e acqua e fuoco e aria; nè altrimenti non si potrebe cuocere(599).