Cap. LXXXIII.

Lo re domanda: quegli che mangiano e beono più che mestieri non è loro, fanno male? Sidrac risponde:

Quelli che mangiano più che non deono, fanno gran male al corpo e all'anima, e fanno peccato, e guastano la vivanda di che un altro uomo potrebe vivere. Quelli sono chiamati ghiottoni, e peggio che bestie; e sì sono incontro lo stabilimento di Dio; che Idio à ordinato che l'uomo dovesse mangiare e bere tanto, quanto mestiere loro fosse; e lo rimanente serbare per altre volte, e per darne a coloro che n'ànno mestieri. E in questo mondo l'uomo dee mangiare una volta o due il dì; e chi altrimenti farà, non farà bene, anzi fia chiamato ghiottone, e peggio che bestia, che non à senno come l'uomo, quando è satolla si riposa, infino ch'ella à fame; e per diritta natura l'uomo lo dee meglio fare, e se altrimenti lo fa, si è più da biasimare che una bestia, che non à iscienza nè senno.

Cap. LXXXIV.

Lo re domanda: che cosa è la migliore e la piggiore cosa che sia(650)? Sidrac risponde:

La lingua è lo migliore e lo pigiore menbro del corpo; che per la lingua puote l'uomo avere bene e amore e onore e profitto e alzamento(651) dalle genti; e puote l'uomo avere da' suoi e dagli altri prò e onore di buono uomo(652), conciosia cosa che(653) egli non sia. E per la lingua l'uomo puote avere onta e male e villania e perdizione del corpo; chè tal parola potrà la lingua dire, che tutto il corpo ne potrà aver gran dannaggio; altressì come per la buona lingua puote l'uomo avere onore e bene. La lingua non à osso, ma ella fa ronpere il dosso(654). Più legiermente, più salvamente(655) puote l'uomo dire lo bene che 'l male.

(650) Manca al n. t. cosa che sia — Abb. suppl. col C. R. 1.(651) essaucement C. F. R., che propriamente significa esaltazione, da eshaucier, essaucier, innalzare, esaltare.(652) Nel n. t.: e puote l'uomo da' suoi uomini laude. — Abb. suppl. e corr. col C. R. 2.(653) Il solito errore per sebbene.(654) ma ella fane ronpere reni e dosso C. R. 1. — Nel T. F. P.: la langue n'est pas d'os, mais elle fait rompre les reins et le dos. — Questo proverbio è sempre vivo sulla bocca del popolo.(655) salvamente hanno tutti i Codd., ed è trad. di sauvement che vuol dire utilmente, sicuramente, senza pericolo.

Cap. LXXXV.

Lo re domanda: chi dà magiore iscienzia o migliore, le cose calde o le cose fredde? Sidrac risponde:

Le calde vivande iscaldano lo corpo, e nodriscono gli menbri e le vene, e iscalda lo cuore e lo cervello, e gli rischiariscie; e però rende più iscienzia la calda vivanda. La fredda vivanda induriscie gli nerbi e le vene e lo cuore e lo cervello; e simigliantemente lo rinfalabimento de' rei omori rinfredda lo cuore; e lo cervello e i menbri di quello freddore induriscie, e conviene ch'egli sia un poco grave(656).