Per tre ragioni è l'uno bianco e l'altro nero. L'una per lo seme(636); che se il padre è bello(637), e ingenera per grande volontà, per diritta natura conviene che la criatura sia del colore del padre. E se la femina riceve volentieri il seme con grande volontà, e la volontà del padre non vi sia, per diritta natura conviene che la criatura sia della somiglianza della madre. E se l'uomo e la femina sono amendue di grande volontà, lo loro figliuolo sarà del colore del padre, perchè egli disciende e viene di tutti i suoi menbri e nerbi e vene; e per diritta natura conviene che sia di quello medesimo colore, e della somiglianza della madre, perchè la madre lo riceve come pasta, sanza nulla figura(638); e poi nel suo corpo piglia egli figura; e però conviene che la figura sia somigliata a lei(639). E l'altra maniera si è che se la femina è di calda conparazione(640), la creatura s'arde(641) nel suo ventre, e diviene bruna. L'altra cagione si è per cagione della terra e dell'aria, conviene che la criatura diventi nera o bruna.

(636) per la sembianza C. R. 1. — E questa crediamo la vera lezione, confermata dal C. F. R. e dal T. F. P., che hanno: semblance.(637) bruno C. R. 2. Lezione confermata qui pure dal C. F. R. e dal T. F. P.(638) la madre lo riceve senza nulla fazzone C. R. 1.(639) sia sembiante a lei C. R. 1.(640) compresione C. R. 2. — complessione C. R. 1.(641) l'enfant se art en son corps, et devient brun T. F. P.

Cap. LXXXI.

Lo re domanda: fellonia di che aviene? Sidrac risponde:

De' malvagi omori viene la fellonia; che alcuna volta rinflabisceno(642) al cuore come fuoco; e ismuove lo cuore e iscalda, e lo fa per lo loro inflabiamento(643) diventare nero e scuro; e per quella iscurità diventa pensoso e malinconoso. Poi quella iscurità risponde al cervello, e 'l cervello risponde agli occhi e agli altri menbri, e sì gl'ingrossa, per diritta forza(644) conviene che egli sia fello e malinconoso. E quando gli omori cessano, e lo rinflabiamento(645) si spegnie, lo cuore riposa, e la scurità si parte da lui, e gli menbri e gli occhi perdono la grossezza(646), e diventano gioiosi e allegri.

(642) remflanbent C. F. R. — Nell'ant. fr. flamber, flambier, flamble, flambe; onde il remflabent ed il rinflabisceno del n. t., per rinfiammano, che leggesi nel C. R. 1. Meglio nel T. F. P.: reflambent.(643) e smuovono il quore, e sie lo scaldano, e si lo fanno per loro iscaldamento C. R. 1.(644) che per diritta forza C. R. 1.(645) rinfiamamento C. R. 2. — infiammamento C. R. 1.(646) gordezza C. R. 1. — gordesse C. F. R. — Da gourd, gonfiato per l'umidità. Cf. Dict. de l'Acad. Franc., Suppl.

Cap. LXXXII.

Lo re domanda: perchè sono le bestie di molti colori? Sidrac risponde:

Perciò ch'elle non sono alla simiglianza di Dio, si conviene ch'elle sieno di molti colori; e perciò ch'elle pascono l'erbe calde e umide e fredde e secche. Quando le bestie sono grosse(647) e pascono l'erba, della magior parte de l'erbe ch'ella mangia, conviene ch'ella abia magiore simiglianza. E se la magior parte è calda e secca, conviene che la bestia sia nera; e se la magior parte è solamente calda, conviene ch'ella sia vermiglia; e s'ella è umida, ella sarà taccata; e s'ella è fredda ella sarà bianca: e se le quattro nature dell'erbe saranno comunali, e' sarà vaio(648); e altrettanto quanto ella averà pasciuto dell'una erba più che dell'altra, di quella averà più colore nella lana(649). Simigliantemente aviene delle bestie salvatiche, come delle dimestiche e degli uccegli: ciascuno à sua natura; e tutto è l'ordinamento e la volontà di Dio; che tutto questo à egli fatto per lodo della sua gloria. Egli à fatto molte diverse erbe, e bestie e uccelli e pesci e gente, in quello modo che a lui pare, l'uno bello e l'altro laido, alla sua volontà.

(647) pregne C. R. 1.(648) vaiolato C. R. 1.(649) Il C. L. ha: e altrettanto quanto egli avrà più nella lana. — Abbiamo supplito col C. R. 2.