Lo re domanda: quando l'uomo è gioioso e allegro, ed egli oda alcuna cosa che non gli piaccia, come si cruccia egli? Sidrac risponde:
Lo cuore si è maestro e signore di tutto il corpo; lo corpo si è servente e guardia del cuore, e ciò che piace al cuore piace al corpo(663). E gli occhi sono guardatori(664); e gli orecchi sono messaggi del cuore; le mani sono difenditori del cuore; la testa è lo castello del cuore. Quando il cuore ode alcuna parola che gli sia o buona o ria, egli nolla puote sapere se non per li suoi anbasciadori; e se gli piace, egli ingioiscie e allegra; tutti i suoi menbri ringioiscono e allegrano della sua gioia; e li suoi aversari sono isconfitti. Quando gli suoi ambasciadori gli portano cosa di cruccio, della ria anbasciata egli triema, e si smuove, e tutti i suoi menbri sono crucciati e paurosi, e del suo cruccio triemano altressì come fa egli. Gli suoi aversari ànno grande allegreza, e sì si muovono contro di lui, e rinfiamano come egli fae(665). Se lo cuore è savio e provedente, e ama il suo castello e li suoi uomini, egli riceve tutto lo biasimo e il carico e il cruccio sopra sè, e si tiene fermo e costante, e gli suoi uomini riposano, i suoi nimici sono isconfitti. E se lo cuore è fievole e vano, gli suoi nemici rinfalabiliscono(666), sicchè egli non à podere di sostenere gli altri suoi nimici. E li suoi uomini, che sono altressì frali e vani come egli, non possono soffrire, e allora si muovono a malfare. E così riceve lo signore lo danno; che se il cuore soffera, il corpo non si muterà(667).
(663) Lo quore si è rôcca e fortezza della vita, e signore del corpo; et ciò che piace al quore si piace al corpo C. R. 1.(664) guidatori C. R. 2. — guides T. F. P. — specchi C. R. 1.(665) e infiamallo C. R. 2. — e infiammano lui C. R. 1.(666) e suoi nemici lo rinfiammano C. R. 1.(667) che se il cuore soffera lo danno, il corpo non si muta C. R. 2.
Cap. LXXXIX.
Lo re domanda se dee l'uomo amare la femina, e la femina l'uomo sanza biasimo. Sidrac risponde:
L'uomo e la femina si deono amare secondo Idio, inperò ch'egli gli à fatti conpagni e d'una cosa, per avere frutto, che ringrazino lo suo nome. E per questa ragione l'uomo dee avere colla femina buono amore e leale, secondo lo comandamento di Dio, e così la femina a l'uomo, secondo lo mondo, per molti modi: primieramente dee l'uomo amare per la sua lealtà e per la sua bontà e per le sua biltà e per la sua chiareza e per gli suoi doni e per lo suo buono servire e per lo suo senno. L'uomo che àe una femina che tali costumi à in lei, o l'uno di questi, elli non è già da biasimare, secondo il mondo, s'ella non à già altra reità in lei che spegna la buona opera, se elli l'ama, ched elli l'ama per le sue buone opere(668). La femina dee amare l'uomo, secondo il mondo, primieramente per lealtà e per bontà e per biltà e per valore e per doni e per cortesia e per suo servigio e per suo senno. Femina che abia uomo che alcuna di queste cose sieno in lui, e non abia in lui altri costumi che spegnia li buoni, ella non è da biasimare, se ella l'ama, chè ella l'ama per una bella cosa ch'è in lui. Uomo che odia la femina, e la femina che odia l'uomo, e non ànno niuno rio costume in loro, sappiate ch'egli sono molto da biasimare e da riprendere.
(668) A spiegare la confusione di questo periodo gioverà riferire la lez. del T. F. P.: L'home qui ayme femme qui sesdictes choses a en soy, ou aulcune de ycelles, il n'est mie a blasmer, selon ce monde, et s'elle n'a nulle aultre mauvaise coustume en soy, qui esteigne la bonte, car il l'ayme pour les bones coustumes qui sont en elle.
Cap. XC.
Lo re domanda: onda viene la grasseza del corpo? Sidrac risponde:
La grassezza viene dalle flemme dolci; quando lo corpo è flemmoso, elle sono dolci, elle tornano per lo corpo; in questo modo signoregiano il corpo, e lo 'ngrassano(669). Quando le flemme sono insalate, elle ardono la carne e sì s'aconpagniano colle fleme gialle; e le gialle si spandono poi per li menbri e per le vene, e fanno grande male a quello corpo. L'uno diventa magro e l'altro rognioso, ed altri escie del corpo, e là ov'egli escono, la carne diventa nera(670). E grande bene fanno a quello corpo dell'uscire, che uccidere lo potrebono; e agli altri aviene una rogna secca e minuta, che apena ne guariscie mai.