Cap. CXIV.
Lo re domanda: grava all'anima quand'ella si parte dal corpo, e al corpo quand'egli si parte dall'anima? Sidrac risponde:
Si, molto grande forte gli grava(724), e sono molti tristi e angosciosi, quando l'uno si parte dall'altro; e, se fosse in loro, giammai non si partirebbono. Altressì loro grava fortemente, come d'uno novello isposo e d'una novella isposa che si travagliano(725) oltr'a misura, e l'uomo gli parte a forza, molto sarebono angosciosi; che lo corpo e l'anima sono due isposi, che molto s'amano, e che giammai non si vorebono partire. E quando conviene che si partano, e ch'egli abiano male conversato in questo secolo, allora lo duolo è troppo grande, che l'anima va male, e lo corpo torna a nulla. Eziandio, tutto che gli tardi(726), si conviene ch'egli sia colla sua isposa in questa pena. E se egli sono bene conversati insieme, anche grava loro lo partire; altressì come uno uomo andasse a guadagniare in una lunga(727) contrada; e quando egli avesse assai guadagnato, egli verrebbe per la sua isposa, e s'agiugnerebono insieme in bene(728). Quando l'anima si parte dal corpo, ella va come un uccello, là ove ella à servito; e il corpo rimane come uno albore, che è diradicato e gittato, che secca, e diventa quasi nulla.
(724) Molto e grandemente e forte C. R. 2.(725) qui s'entreament T. F. P. — È assai probabile che e ntreament sia stato tradotto travagliano, non conoscendosi il significato di questo verbo, che è quello di amarsi reciprocamente. — Però potrebbe anche essere un errore del n. c., avvegnachè nel C. R. 2. si legga: che si amassero oltr'a misura.(726) et quoy qu'il tarde T. F. P.(727) lontaine C. F. R.(728) et s'asembleroit bien C. F. R. — Qui assembler ha il significato di reunir. Ed aggiugnersi ha pure in ital. il significato medesimo. „Con maritale legame meco si agiugnesse.„ Guid. G.
Cap. CXV.
Lo re domanda: cui de' l'uomo più temere, o l'uomo vecchio o 'l giovane: Sidrac risponde:
L'uomo dee temere l'uno e l'altro, cioè a intendere lo folle; che se lo giovane è folle e male insegnato(729), alcuna volta la calda natura, ch'è in lui, e gli omori lo rinfrabiscono(730) e lo scaldano e lo fanno essere(731) giolivo(732) e oltragioso. E quando quello calore e quello rinfabilimento cessano; egli s'abonaccia e diventa cheto e soave; che quella jovelitade(733) che fue in lui, fue per diritta natura. Ma lo folle vecchio, che non à nullo calore in lui, e egli è giolivo, sapiate che quelli è diritto folle, e da lui si dee l'uomo ben guardare; che egli àe avuto tutto lo suo tenpo, e vogliono avere l'altrui, quando egli vuole mostrare la sua gioventudine per diritta forza; chè in lui non sono i calori, nè lo rinfabilimento, nè gli omori che gli dieno la giolività, anzi la pigliano in presto per diritta forza, come quelli che volesse cuocere carne al calore del sole. Altressì è del vecchio folle, che si vuole fare giolivo e allegro e giovane, che per forza essere vuole; e vuole mantenere la gioventudine colli suoi motti e con suoi vantamenti, e si fa lo prode, lo fiero e lo forte e l'ardito, e mantiene la sua follia; quelli dee l'uomo temere, che quelli è diritto folle.
(729) et mal enseignes C. F. R.(730) reflambent C. F. R.(731) manca al C. L.: e lo fanno essere. — Abb. suppl. col C. R. 2.(732) jolis C. F. R. — Ma qui avrebbe piuttosto il senso di joliard, cioè plaisant.(733) jolivete C. F. R. — esmouvement T. F. P. — giovinezza C. R. 2.
Cap. CXVI.
Lo re domanda: piove più in un luogo che in un altro? Sidrac risponde: