Lo re domanda: quanto è il mondo lungo e largo e ispesso? Sidrac risponde:

Altrettanto è la sua larghezza come la sua lungheza e come la sua anpieza, che è tutto ritondo come una mela. Chi volesse andare dall'uno capo del mondo all'altro, diritto per lo mezo, e ciascuno giorno andasse bene comunalmente dalla mattina infino alla sera, e l'acqua(757) del mare, ch'è tra levante e 'l ponente, fosse tutta terra ferma, e tutto il mondo fosse piano come la palma della mano, non potrebbe andare dall'uno capo all'altro, in meno di mille giorni. E dalla largheza e grossezza(758) altrettanto.

(757) Il C. L. ha: il braghite. — Il C. R. 2.: e braghieri. — Nel C. F. R.: l'aigue. E secondo questa lezione, noi abbiamo corretto. Il nostro braghite sarebbe forse traduz. di brahic, brac, ant. fr., che vuol dire fango, melma? Veda un po' il lettore se la nostra congettura sta in gambe, e si ricordi che qui trattasi di un viaggio a traverso lo ispessore della terra, dove è facile supporre che al buon Sidrac avesse a parere che l'acqua fosse fangosa. — L'ital. ha brago, e il prov. brac. E l'ant. fr. ha l'agg. brageus.(758) Nel C. L.: ispesta. — Abb. corr. col C. R. 2. — Supponiamo che invece di ispesta volesse scriversi ispessezza. — Il T. F. P.: espesseur.

Cap. CXXIII.

Lo re domanda: perchè vorrà Iddio disfare lo mondo di tutto in tutto? Sidrac risponde:

Per lo meglio di lui. Se uno uomo avesse uno bello palagio, grande e nobile, e in un'altra parte avesse una bella casa piccola, e una parte del bello palagio fosse caduta; e bisognasse che delle pietre di quello piccolo albergo si riconciasse lo suo grande palagio, certo egli disfarebe lo piccolo albergo, e non guarderebe altro se non che lo suo bello palagio fosse racconcio e conpiuto. Altressì è di Dio: egli non vuole se non che lo novero(759) del cielo sia conpiuto; e di questo mondo non à cura.

(759) nombre C. F. R. e T. F. P. — Forse per armonia?

Cap. CXXIV.

Lo re domanda: come volano gli uccelli per aria? Sidrac risponde:

Gli uccelli volano per aria per la sua spessità, che l'aria è molto ispessa e umida; e per questa ragione sostiene gli uccelli volando. E per ciò viviamo noi dell'aria, per grande ispessità e umidore che è in lei. E di questo vi potrete voi avedere legiermente, con una verga: che se voi tosto e forte la menate, ella piegherà; e se l'aria non fosse, ella non piegherebe. E per questa ragione gli uccelli volano per l'aria.