Cap. CXXV.

Lo re domanda: la piova di che viene? Sidrac risponde:

La piova viene d'acqua di mare; e per uno cannone(760) di vento monta nell'aria, e 'l calore del sole la tira; chè lo vento tira e bee l'acqua; e lo sole, che è caldo di natura, lo tira, per lo suo calore, alto nell'aria. E di questo si puote l'uomo avedere leggiermente: che altressì la bee, com'egli bee la rugiada, e tirala in alto. E tanto e tanto tira a monte(761) dell'acqua, ch'ella diventa nuvolo. E si ingrossano e enfiano, e lo vento poi la ronpe, e l'acqua si sparge sopra molta terra(762), e a noi toglie lo chiarore del sole. Quando i nuvoli sono bene pieni, si comincia a piovere; e quando tutta l'acqua è isparta, lo nuvolo rimane bianco, ch'escie del fredore dell'aria(763). E lo calore del sole lo spinge e caccia e consuma(764); e allora apare l'aria chiara e pura. In molti luoghi sono, che i nuvoli e la piova nascono di terra, e montano nell'aria, come lo fummo(765) che si chiama brina; e chi vi tenesse la mano entro, la troverrebbe bagniata; e questo è per lo spiramento(766) della terra.

(760) canon C. F. R. — tourbillon T. F. P. — Il Raynouard ( Lex. Rom. ) cita appunto questo passo del testo provenzale del Sidrac: La plueia ven de la mar e per un cano de ven monta en l'aire. — E spiega la parola cano per tourbillon. Sarebbe il nostro turbine, forse detto canon, per somiglianza di forma colla canna.(761) amont C. F. R. — Questo avverbio, dell'ant. fr., significa en haut — La Crusca registra a monte per in alto, ad alto, citando due esempii della traduz. del Tesoro di Brunetto Latini. Ma ciò anzi conferma ch'ell'è parola schiettamente francese, non usata dagli italiani.(762) sur une grand partie de la terre C. F. R.(763) chi est de le freidor de l'air C. F. R.(764) et la calor au solail si l'eschaufe et la consume C. F. R.(765) come une fumée C. F. R. — Fumée, meglio vapore che fumo.(766) sospirement C. F. R. e T. F. P.

Cap. CXXVI.

Lo re domanda: di che vengono le neve(767)? Sidrac risponde:

Dell'acqua e del freddore dell'aria che molto è fredda. Tanto come lo sottile nuvolo è alto e sottile, tanto giela più tosto, che lo grosso; e quanto ella è più grossa, ella scaufa(768) piùe, e non si può gelare; altressì come uno grosso ferro scalfa più che uno sottile. Che di tanto come la cosa è più dura, s'aprende più forte. Altressì è dell'aria: quando ella è più grossa, si scalfa più, e non si puote gielare; e quando ella è sottile, egli è più freddo, e giela più; e poi lo freddo vento la ronpe, e falla venire in terra, e questa è la gragnuola(769).

(767) gresles T. F. P. — Ed infatti il C. R. 2. ha: gragnuola.(768) Traduzione litterale di ele eschaufe. Notisi più sotto lo scalfa. — Migliore è la lezione del C. R. 2.: Tanto come lo sottile nuvolo è alto e sottile, tanto giela più tosto che lo grosso; e quanto egli pare più grosso, egli è più caldo e non si può gelare.(769) Autretel est de l'air: chant il est plus gros, il eschaufe plus, et ne ce puet geler; et chant il est soutil, il est plus fort et froit, et gele plus; et apres le vent les presse, et les fait a terre venir C. F. R.

Cap. CXXVII.

Lo re domanda: la tempesta di che aviene? Sidrac risponde: