Lo re domanda: l'oro onde viene? Sidrac risponde:

L'oro viene del levante della terra, e simigliantemente l'argento; che là ove la terra è pura e netta, ivi si truovano le vene dell'oro e dell'ariento. E la gente lo truova, e poi l'asettano(799) per lo loro senno. E ciò non è mica per tutta la terra; ma delle L. giornate o più, si truovano una di queste vene. Nelle parti del ponente si truova l'oro, come rena, alla riva del mare. Uno fiume à in India che mena di pagliuola(800).

(799) lo lavorano C. R. 2. — les affaictent T. F. R.(800) oro di pagliuola C. R. 2.

Cap. CXLI.

Lo re domanda: le perle e gli carbonchi onde vengono? Sidrac risponde:

Uno mare è che si chiama lo mare nero. In quello mare si à molti nicchi(801), che si tengono a due a due, e sono aperti sopra l'acqua; e la piova si disciende dall'aria e entra ne' nicchi, per la volontà di Dio. Egli si chiudono, e vanno e vanno dentro dal mare, e ivi dimorano C. anni o più. E quegli che gli vogliono avere, sì si cuoprono i volti di vessiche di buoi, per allenare(802) sotto l'acqua, e per lo grande dimoro ch'eglino vi fanno; e sì s'ungono d'uno incenso(803) nero, perchè gli pesci si fughino, e non fanno loro male(804). E quando eglino tragono fuori i nicchi, egli gli aprono, e tragonne fuori le perle, che sono come carne bianca, ritonda. Quando elle sentono l'aria, elle induriscono, tali com'elle sono. E quando elle non sono di stagione, elle putono come carogna, e non vagliono nulla. I carbonchi si truovano simigliante ne' nicchi che sono nell'acque dolci; e sono di grandine che cade dall'aria in loro; e elli si chiudono, e vanno nel fondo, e quivi dimorano CC. o CCC. anni, in quello fondo, e le genti le truovano. E quando elli non sono di stagione, simigliantemente putono, come le perle, e non vagliono nulla. Non intendere che tutta la piova che cade ne' nicchi e la grandine, diventino perle o carbonchi, se non lo primo giorno della luna di giemini(805), quando la luna è nel suo segno; allora diventa la piova che vi cade entro, perle. E a' dì XII di giugno(806), quando la luna è in cancro, diventa la grandine che cade ne' nicchi, carbonchi; e ciòe aviene più tardi che quelle delle perle.

(801) molte coquilles C. R. 1.(802) per alitare C. R. 1.(803) unguento C. R. 1.(804) laonde li pesci li dottano e fuggono. R. C. 1.(805) genvier C. F. R. — il dì di calen di gennaio C. R. 1.(806) a' XXIIII dì della luna del mese di dicenbre C. R. 1.

Cap. CXLII.

Lo re domanda: quante terre sono al mondo? Sidrac risponde:

Tutta è una terra; ma per la ragione del mare, che è in terra per lo mezo(807), egli le diparte in tre parti, che si chiamano tre contrade, sanza l'isole. Ma tutta è una terra ferma; e tutte sono sopra uno fondamento; e tutte le formò Idio, a una ora e a una volontà. Ma chi andasse sotto il mondo, conciosia cosa che(808) niuno vi possa andare, ma per la volontà di Dio uno andasse tutto intorno, egli troverebe che tutta la terra è una, là ove è il mare e là ove non è; che tanto profondo non può essere(809), che la terra non vi sia sotto. E quella medesima terra àe acqua di sotto, ella, che la sostiene.