Lo re domanda: di che vengono gli tremuoti? Sidrac risponde:

I tremuoti avengono per l'acque che corrono fortemente sotterra, e fanno grandi marosi, e gittano grandi venti del loro incontrare. Che l'aria si serra e si raguna in tane, che sono sotto terra, e per lo suo grande serramento(815) e per la sua grande forza ella crolla la terra, e falla rimutare, e criepa. E 'l vento e l'aire escie tutto di fuori, là ove la terra è frale; e al suo uscire abatte e confonde(816) tutto ciò che sopra v'è fondato; e là ove la terra è forte, ella triema sanza altro fare(817).

(815) raunamento C. R. 2.(816) confund C. F. R. — Confondre, confundre, oltre confondere, vuole anche dire rovinare, distruggere.(817) „Onde volendo noi cercare la cagione, che fa tremare la terra, troviamo una ventosità che s'ingenera nel ventre delle terra.... E già avemo trovati forati nella terra, che continovamente n'uscia fuori lo vento..... E in quelle contrade erano bagni: onde, entrando lo calore del sole entro per lo corpo, lo quale ha a risolvere l'umidità in vapore, risolve l'umidità della terra e diventane vapore ventoso, lo quale è racchiuso nella concavità della terra..... onde, non potendovi istare, combatte colla terra per uscire fuori; e se truova la terra dura e soda, levata su e giù, e falla tremare, e insolliscela ed escene fuori; e se la truova arenosa e solla, escene fuori sanza tremuoto.„ Ristoro d'Arezzo, Compos. del Mondo, VII, iv., 7.

Cap. CXLIX.

Lo re domanda: le piante perchè mutano lo loro segno e fannoli contro? Sidrac risponde(818):

Iddio à stabilito che tre volte averà: le prima è venuta, e le due averranno. L'una fue per l'avenimento del diluvio, che tutto il mondo dovea perire. L'altra sarà quando il figliuolo di Dio sarà crocifisso e morto: questa sarà molto grande e molto iscura, e bene dee essere, per la morte di così grandissimo signore, come il figliuolo di Dio sarà. L'altra sarà quando lo falso profeta nascierà, lo quale tutto il mondo divorerà. Questi tre sono naturali. Gli altri che sono stati e saranno, sono per la ragione del sole e della luna e della terra; chè la scurità della luna aviene per la terra, e quando ella toglie lo chiarore del sole. La luna e 'l sole vanno per una via, ciascuno nel suo cerchio; e quando aviene che la terra tolga lo chiarore del sole, si conviene che la luna iscuri, perchè la luna non luce per sè, anzi per lo chiarore del sole che fiede in lei; e se lo splendore non vedesse, la luna giammai non lucerebbe; che la luna è come uno specchio, che niuno chiarore non rende. Quando lo fermamento fa lo suo torno, e lo sole intornea lo mondo, si comincia la terra a tôrre lo chiarore del sole alla luna, a poco a poco; siccome voi vedete che la luna rischiara a poco a poco. E ciò aviene per la terra, che li ombra(819) lo splendore del sole. Quando la luna è tutta coperta per la terra, ch'ella à tolto lo chiarore del sole al volgere del fermamento, lo sole iscuopre della terra parte, e la luna perde l'onbra della terra; e allora lo sprendore del sole la comincia a fedire, a poco a poco, tanto che la luna à tutto ricovero(820) la sua luce. La luna perde per lo sole lo suo lume, a poco a poco, dall'una parte, e dall'altra lo ricovera simigliantemente, a l'uscire del sole(821). E simigliantemente aviene del chiarore del sole, quando la stagione è che il sole va per la via della luna; e egli medesimo viene sopra lei; ella fa ombra alla terra, e toglie lo chiarore del sole, tanto che egli avrà passato dall'altra parte, per lo movimento del fermamento; e si discuopre dall'altra parte, a quella medesima ragione che la terra toglie lo chiarore del sole alla luna. E quando la luna rende lo suo chiarore, quelli che non la veggono, si ànno notte, perchè non ànno lo chiarore del sole. Quando lo sole fa lo suo chiarore, quelli che vegiono, si ànno giorno, ch'egli ànno lo suo chiarore. Allora quando noi vegiamo lo suo chiarore, l'altre genti nollo veggiono; quando noi nollo veggiamo, e quelli lo veggono.

(818) Questo capitolo tanto nel C. F. R. che nel T. F. P. è intitolato: Les esclips de quoy vienent? E questo pare che abbia da essere il vero titolo di esso.(819) Ombrer, ant. fr., ha ancora il significato di coprire. Il testo prov. del Sidrac: esdeve escura per la terra que lhi enombra la resplandor del solelh. — Ombrare in questo senso manca alla Crusca.(820) àe ricoverata C. R. 2.(821) Aussi comme le solail se couvre de la terre de l'une part a son passer, et se decouvre a son yssir de l'autre part C. F. R.

Cap. CL.

Lo re domanda: le stelle che vanno per l'aria, vanno elleno, e come cagiono elle? Sidrac risponde:

Lo chiarore che voi vedete andare per l'aria non sono già istelle, anzi sono tre cose: l'una è lo vento, che corre per l'aria(822); la seconda si è l'umidore che la terra sospira(823), che egli monta in alto ne l'aria, nello grande calore che la terra getta, e quando egli sente l'aria, egli ischianta. La terza si sono gli angioli, che di cielo sono abattuti, siccome a Dio piacque; chè quando lo suo comandamento fue ch'eglino non cadessono più, in quello punto dimorò ciascuno in quello luogo là ove egli era. Quelli che nell'aria furono traboccati, dimorarono nell'aria; e alcuna volta vogliono per loro ingegno(824) agrappare al fermamento; e gli angeli di Dio gli fediscono di fuoco, e buttano in inferno, là ove gli altri sono. E quello fuoco che caccia(825) nel nabisso dello 'nferno, si dimostra a noi i modi di stelle(826). Simigliantemente avengono quelle cose così di giorno come di notte; ma per lo chiarore del sole non si possono vedere.