(822) „Quod in nocte videntur stellae cadere, non sunt stellae, sed igniculi a flatu ventorum ab aethere in aerem tracti, etc.„ Imago mundi, c. 50.(823) Per esala.(824) par lor engin C. F. R.(825) chi les eschaufe C. F. R. — Forse eschaufe fu tradotto per caccia? Anche il C. R. 2. ha: cacciano.(826) si dimostra a noi in modo di stelle C. R. 2.

Cap. CLI.

Lo re domanda: quanti cieli sono? Sidrac risponde:

Tre cieli sono: l'uno è quello che noi vegiamo, che intorno di noi torna, e si è del colore dell'azzurro, e si è lo primo fermamento, e si è corporale. Lo secondo si è quello ove i buoni saranno, là ove gli angeli sono, e si è ispirituale, e si è alla simiglianza di cristallo. Lo terzo si è quello ove Idio è; e è di simiglianza d'oro. E ciascuno di questi cieli è di lungi l'uno dall'altro, come la terra infino al primo cielo. Ma egli si nominano VII cieli per la substanzia di VII pianeti.

Cap. CLII.

Lo re domanda: quanto è alto lo cielo da terra? Sidrac risponde:

Lo cielo è tanto alto dalla terra, che, una pietra fosse al cielo, che pesasse quanto una macina da mulino, si penerebe a cadere più di cento anni, anzi che ella fosse quagiù, ove noi siamo. E si è così presso lo cielo dalla terra, agli buoni, e agli angeli(827), che così spesse volte vi montano e asciendono, come l'uomo chiuderebe gli occhi e aprirebbe; questo è per la volontà di Dio.

(827) as bons chi monteront et as angles qui souvent montent et descendent C. F. R.

Cap. CLIII.

Lo re domanda: di quale virtù è il fermamento? Sidrac risponde: