La virtù del fermamento è maggiore che nullo uomo del mondo non potrebe contare. Egli è fatto ritondo, come una ruota che testa nè coda non à; e non fina tuttavia di volgersi intorno lo mondo. E se egli posasse del suo torno, e non torneasse lo mondo, niuno uomo e niuna femmina e niuno pescie andare nè mutare non si potrebbe, anzi sarebono come morti; che Dio l'à fatto bene ordinatamente in quella maniera e in quello modo, che bisogna al mondo e alla gente. Per lo suo torno tutte le gienti vivono.
Cap. CLIV.
Lo re domanda se le pianete e le stelle sono di gran virtute(828). Sidrac risponde:
Le pianete e stelle sono di grande virtude. Le sette pianete fanno nasciere tutte l'erbe del mondo e tutti i frutti della terra. Le pianete governano, per volontà di Dio, la terra e l'acque e' venti e le genti e le bestie e gli uccelli e' pesci e tutte l'altre cose che ci sono; e sì si stabiliscono per lo loro torno le cose tenporali e le corporali. Elle sono sette pianete: la prima si chiama Saturno, che è di sopra e più forte, e è maggiore che l'altre; e ciascuno(829) segno istae due anni e mezo; e si è pianeta di podere e di possanza. E quelli che sono nati in quella pianeta, quando elli comincia ad abassare, elli abassano di podere e di forza; quando egli regna, egli regnano nelle loro ricchezze e in bene. Ella(830) regnia in XXX anni una volta; e regnia in uno segno che si chiama libra, e s'abassa in un altro che si chiama aries. La seconda pianeta si chiama Juppiter. Pianeta è di riccheza e d'avere e di mercatantia e di senno e di savere e di buono lodo tra le genti; e si torna li XII segni, e ciascuno segno dimora VII anni. Quelli ch'è nato in quella pianeta, in capo di XII anni, egli è nel meglio di suo punto. Ella regna in uno segno ch'à nome chancer, e s'abassa in un altro che si chiama chapricorno. La terza pianeta à nome Mars. Quelli che è nato in quella pianeta, in uno anno e trentatrè giorni si può canbiare lo suo fatto(831) e la sua volontà. Ella regnia in uno segnio che à nome capricorno, e s'abassa in un altro che à nome chancer. La quarta pianeta à nome Sole: pianeta è di grandi fatti di re e di signori e di podere; e governa la terra; e passa per li XII segni; in ciascuno segno dimora uno mese. Quelli che è nato in questa pianeta, ciascuno dì si puote canbiare lo suo fatto e di sua volontà. E regna in uno segno che à nome aries, e s'abassa in un altro che à nome libra. La quinta pianeta à nome Venus. Questa è pianeta d'amore e di sollazzo e d'allegrezza. Quelli che in questa pianeta nascierà, di vano cuore e di frale sarà. In trecento trentatrè giorni si può cambiare lo suo fatto e le sue volontadi e le sue cogitazioni. Ella passa li XII segni, e in ciascuno segno dimora XXXIII giorni; e si regna in uno segno che à nome piscies, e s'abassa in un altro che à nome gemini. La sesta pianeta à nome Mercurio: pianeta è d'arte e d'inframmettersi in tutte cose; e passa li XII segni, e dimora in ciascuno segnio XXII giorni. Quelli ch'è nato in questa pianeta, in centotrè giorni si puote canbiare lo suo fatto e la sua volontà. Ella regna in uno segno ch'à nome virgo, e s'abassa in un altro ch'à nome pisce. La settima pianeta si à nome Luna: pianeta è d'acque e di viaggi e di leggierezza(832); e si passa gli XII segni, e in ciascuno segno dimora II giorni e terzo. Quelli che è nato in questa pianeta, in uno mese si può canbiare lo suo fatto e la sua volontà. Ella regna in uno segno ch'à nome taurus, e s'abassa in un altro segno ch'à nome iscorpio. Non intendere nimica che questo avenga alla persona, quando la pianeta è in quello segno; anzi averrà quando la pianeta comincia a regnare: la persona avrà grande bene in sua vita; quando ella è nata nel suo abassamento, la persona avrà tribolazione. E s'ella è nata in altro punto, la persona sarà d'altra qualità, secondo l'ora ch'ella è nata; non già secondo l'ora solamente, anzi secondo l'ora e il punto in che serà nato, e secondo lo sguardamento de' segni, che saranno incontro a quella pianeta, in quella ora e in quel punto. Lo giorno e la notte si è XXIIII ore, e ciascuna ora è mille ottanta punti, che fanno 25920 punti; moltiplicando XXIIII vie MLXXX punti(833), cotante creature possono essere nate per l'universo mondo, e ciascuno giorno e in ciascuno punto, e cotante persone. Bene puote essere che non si somigli l'una l'altra; e se alcune si somigliano di tutte cose, non puote essere che alcuna differenza non sia tra loro, o dei loro corpi, o delle loro qualitadi e del loro podere, chè più sono le diferenze che i punti di XXIIII ore. E perciò conviene che abbia tra loro alcuna differenzia, se non sono nati in uno punto. E tutto questo è per la volontà di Dio, che degnò di stabilire lo fermamento e le sette pianete, e i segni e l'ore e i punti del giorno e della notte. E di ciò potete voi vedere apertamente, delle cose visibili. Voi vedete lo sole cresciere l'erbe, e nodriscie gli frutti; e della luna apertamente: quando ella crescie, l'acque crescono e il sangue dell'uomo; e quando ella menoma, altressì si menomano le sue altre vertudi, che le aluminano lo mondo, l'una di giorno e l'altra di notte. E si ànno l'altre pianete le loro vertudi, che molto sono grandi. A chi le volesse contare, le vertudi delle VII pianete, assai avrebe a contare, che nulla di loro non manca lo stabilimento che Iddio à loro donato(834); e tutte le nature per lei passano, siccome è stabilito(835). E tutte l'altre stelle ànno molto grande vertù, ch'elle alluminano lo cielo, e rendono chiarore in terra; e di questo vi potete voi chiaramente avedere, quando la luna non luce, e l'aria è chiara e cilestra, e ciascuno puote andare d'ogni parte, e vedere, per lo chiarore delle stelle, in terra. E non v'à niuna pianeta che non sia magiore di tutto lo mondo, salvo Venus e Mercurio e Luna.
(828) Abbiamo preferito il titolo del C. R. 2., essendo evidentemente errato quello del C. L., che dice: Lo re domanda di quante maniere d'aquie (sic) e di quante pianete.(829) en chascun C. F. R.(830) Intendi la pianeta.(831) lo suo stato C. R. 2.(832) leggiere C. L. — Abb. corr. col C. R. 2., sulla scorta del C. F. R.(833) Così il C. R. 2. — Nel C. L.: Lo giorno e la notte si è XXIIII punti che fanno XXV miglia e VIIII XX.(834) car nulle d'eles ne forvee (sic) l'establissement che Deus li a done C. F. R. — Paragona forvee al signif. di forvoier.(835) Non sappiamo che senso possano avere queste parole. — Il C. R. 2. ha: et tucte le nature loro si passano si come è stabilito. — E forse potrebbesi meno difficilmente spiegare questa seconda lezione, pensando al significato che nell'antico franc. ha il vb. passer, di se comporter. — Però il C. F. R. ha invece: toutes les nativites par elles passent, enci com Dieu l'a establi. — E questo potrebbe intendersi che i pianeti influiscono sulle nascite.
Cap. CLV.
Lo re domanda: di che maniere sono l'acque? Sidrac risponde:
Di più maniere sono l'acque. Prima è lo mare, che è insalato, onde tutte acque escono. Anche ci à fontane che si canbiano, e surgono la settimana quattro giorni, e li III stanno chete(836). Uno fiume è che tutta la settimana corre, e il sabato non si muta(837). Un altro fiume à nel levante, che di notte è ghiacciato e di giorno corre. Altre fontane àe, nell'isole di mare d'India, che è sì spessa l'acqua, che, chi la mettesse in uno drappo, non si potrebbe colare; e è sì calda, che se l'uomo vi gittasse rame dentro, egli arderebe come il fuoco; e sì non si potrebe ispegnere se non con orina. Una fontana v'à, che surge acqua nera, che l'uomo fa di lei fuoco volante, che molto arde. Altre fonti v'à, che guariscono e saldano le ferite. Altre fontane v'à, che quando l'uomo bee di loro, elle rendono memoria; e altre v'à che fanno dimenticare; e altre che fanno giacere l'uomo colla femina ispesse volte; e altre v'à che fanno portare figliuoli alle femine che sono sterili; e altre che fanno sterili le femmine. E altre v'à che fanno dare a' ferri buone tenpere e dure; e altre v'à che fanno buoni colori. E fiumi v'à che fanno nere le pecore, e sono ispesse l'acque, che nullo non vi puote passare, nè pesci notare. Altre fontane v'à di diverse maniere, che tropo sarebe lungo a raccontarle(838).
(836) Mancano alcune parole al nostro e al C. R. 2. — Ecco la lez. del C. F. R.: Il y a fontaines che IIII fois l'an cangent lor color: premier noire, apres sanguine, et puis troble, clere, fine. Il y a fontaines che IIII fois la semaine sordent IIII jors, et les III se tienent coyes. — Sordent da sordre, jaillir; che ha comune con sorgere il significato e l'etimologia nel lat. assurgere. — Stanno chete non è ben tradotto. Il testo dice se tienent coies, che vuol dire si nascondono, non si mostrano; e sta in relazione col sordent.(837) Per muoversi. — Nel C. F. R.: ne curt point.(838) Il C. F. R. ha di più: Il y a autres fointanes chaudes, chi aveuglent la gens. Il y a une grant fontaine, chi est toute coye, et chant l'on fait aucun solas entor elle, et sont des strument, et corre com I flum. Il y a autres fointanes chi sunt mult perilloses: chi enteroit dedens, ne poroit iemais issir che mort. Il y a autres fointanes chaudes, autres froides, autres ameres, autres salees; et tout ce est par la nature de la terre; et devient de celle meyme nature. Et toute ce est la volente de Deu.