Lo più degno giorno si è lo sabato; chè Iddio, per la potenza, creò lo cielo e la terra e l'altre cose che sono in sette giorni. Lo primo giorno si fue la domenica; e al settimo giorno benedisse tutto le cose, e santificò l'omo, e lo fecie riposare di tutte cose fare della settimana.(971): ciò è lo sabbato, che fue lo primo degno die della settimana. Ma quando lo figliuolo di Dio verrà in terra, d'allora innanzi fie lo più degno giorno la domenica, perchè la resurresione del mondo che farà tra li morti e ciò fie in una domenica. E per questo si è lo die della settimana, la domenica(972).
(970) de la semaine C. F. R.(971) Nel C. F. R.: et le fist reposer de toutes chosses.(972) le plus digne ior de la semaine le dimenche C. F. R.
Cap. CCXVI.
Lo re domanda: perchè fu fatto lo dormire? Sidrac risponde:
Lo dormire fue fatto per lo riposo del corpo e del cuore; e per la forza del cuore e delli menbri; chè quando lo corpo dorme, lo cuore e tutte l'altre menbra si riposano, e stanno in pace, per quello riposo. Altresì come uno signore, quand'elli è isvegliato, tutta la sua masnada gli è d'intorno, al suo servigio e al suo comandamento; e quand'egli dorme, la sua masnada si riposa; altresì adiviene del cuore. Lo suo dormire e lo suo vegiare viene e risponde al ciervello; e 'l cervello risponde agli occhi, e gli occhi rendono a tutti li altri menbri, si dormeno e si riposano(973). E quello dormire e riposo si è per la forza del corpo, perch'egli possa essere forte di travagliare, e di guadagnare la sua vita, e di rendere grazie e lode al suo creatore Dio. E per questa cosa fece lo dormire. E se non fosse lo dormire, la notte non sarebbe stata.
(973) et les ieaus respendent a tous les membres et si dorment et reposent C. F. R.
Cap. CCXVII.
Lo re domanda: quale è il più sano luogo del mondo? Sidrac risponde:
Lo più sano luogo del mondo si è là ove l'uomo si guarda d'infermare, e di male vivande e di freddo e di caldo e di dormire e di veghiare; chè l'uomo non dee mica nella calda terra mangiare trope calde vivande, nè vestire tropo caldo, nè andare al caldo, chè dell'uno caldo e dell'altro(974) può l'uomo avere infermità. E così aviene del freddo. E non però(975) luoghi sono, l'uno più infermo(976) che l'altro, per la ragione del calore e del freddo, e per la gente inferma che vi vanno tra l'altra gente. E molti luoghi sono, che sono infermi perchè non sono abitati, chè s'egli fossono abitati, egli non sarebono già infermi. Ma chi vuole essere sano, faccia in questa maniera: una volta il giorno mangiare, e una volta la settimana con femina giacere, e una volta il mese togliere sangue del braccio, e una volta l'anno pigliare medicina. E chi questo modo manterrà, egli sarà sano.
(974) l'uno caldo e dell'altro C. L. — del caldo dell'altro C. R. 2. — Abbiamo corr. sulla scorta del T. F. P.: car d'ung chault et de l'autre.(975) Et neporchant C. F. R., per neporquant che vale nonostante.(976) Per malsano, atto a indurre infermità.