Oltre che nei ridotti segreti, si era trovato modo di fumare l'oppio anche nelle pubbliche vie. In certe botteghe si vendevano in eleganti scatolette delle piccole sigarette fatte col tabacco più fino esposto al fumo dell'oppio ardente sopra un braciere, finchè si era impregnato ben bene degli effluvi della droga. I vecchi fumatori usano scientemente tali sigarette allo scopo di poter abbandonarsi alla loro passione in pubblico senza destar sospetti.

Un giorno avevo deciso di entrare in un Opium Saloon a fumare il narcotico famoso per provarne e descriverne le sensazioni. Ma ne fui dissuaso con una semplice osservazione.

—La prima volta—mi si disse—non sentireste piacere di sorta; l'oppio, anzi, vi causerebbe nausee ed emicrania. Se per abituarvi lo fumaste poi a piccolissime dosi, aumentandole volta per volta, non provereste da principio alcuna sensazione piacevole, e quando poi foste arrivato a gustarlo, sareste perduto. Diventereste un vizioso incorreggibile e non vi curereste più di analizzare l'ebbrezza.

Per queste ragioni non ho mai provato a fumare una sola pipa d'oppio e mi contentai di interrogare qualche magro e pallido fumatore, ottenendone risposte molto laconiche.

—È impossibile—mi disse un giovane, vittima del vizio fatale—parlarvi dell'effetto che fa l'oppio. È come se un cieco nato domandasse ad uno che ci vede che cos'è la luce. È tutto un mondo nuovo che mi si schiude davanti quando ho fumato; sotto l'influenza del narcotico possiedo tutto quello che un uomo può desiderare; e quando mi sveglio, mi sento così fiacco, la vita reale mi sembra tanto meschina e noiosa, che non vedo il momento d'immergermi nuovamente nel letargo.

—Ma non pensate che vi rovinate il corpo, che vi logorate il cervello, che diventate una mummia e v'accorciate la vita?

—E che m'importa? Non vi sono molti che se si sentissero offrire un patrimonio colossale a patto di dover morire dopo otto o dieci anni di una vita da nabab, accetterebbero con entusiasmo? Ebbene, nello stesso modo io preferisco vivere pochi anni nelle ebbrezze che mi procura l'oppio, di quello che passare una vita ordinaria, regolare ed insipida. The opium is the key of paradise! (L'oppio è la chiave del paradiso!)

Così i fumatori non ignorano che dopo il periodo dei godimenti viene un momento in cui il narcotico non produrrà loro che degli spasimi; sanno che allora raddoppieranno, triplicheranno, moltiplicheranno le dosi per non averne in compenso che il delirio e la morte; ma non si curano dell'indomani.

La maggior parte, invece di fare confessioni umilianti ai profani, negano il loro vizio. Una sera, ricordo, un giovane che cercava la sorella fuggita di casa da alcuni giorni, accompagnò la polizia in una retrobottega di Mott Street. Là, distesi per terra sulle stuoie, c'erano dieci o dodici chinesi e cinque o sei donne bianche, fra le quali la sorella del giovane.

Parte fumavano l'oppio, parte ne erano già inebriati e dormivano. La stanza era piena d'un fumo che tramandava un odore forte ed acre.