Ma torniamo alla capitale del Connecticut. Una domenica di novembre del 1883 mi recai a New-Haven a trovare un amico. Da New-York si va a New-Haven in un paio d'ore, attraversando, fra gli altri paesi, Bridgeport, la patria di Barnum, dove il famoso showman teneva i suoi quartieri d'inverno pieni di cavalli e di bestie feroci. Da quelle stalle, per far parlare di sè, di tanto in tanto Barnum lasciava scappare qualche elefante che scorrazzava per i campi circostanti e rovesciava parecchie siepi, affinchè non languisse la cronaca dei giornali locali.
New-Haven conta più di sessanta mila abitanti, ma è tranquilla come un villaggio; ha strade belle e larghe, fiancheggiate da filari d'alberi, e le sue case sono quasi tutte di legno, piccole, eleganti e simpatiche come tante palazzine di villeggiatura. È rinomata pel collegio Yale, per le sue fabbriche di carrozze e per la severità con cui si osserva il riposo della domenica.
Yale Colege—uno dei più rinomati e importanti degli Stati Uniti—è un complesso di edifizi che non hanno nulla di grandioso. A vederli così semplici non si direbbe che in essi studiano e alloggiano circa 1300 giovani provenienti da tutti gli Stati dell'Unione, insieme con un centinaio di professori, fra cui alcuni di gran fama, come O. C. Marsh, direttore dell'istituto; Dana, un dotto geologo; e Whitney, profondo in filologia e lingua sanscrita. Del corpo insegnante faceva parte anche un italiano, il professore C. L. Speranza. Un uso notevole fra gli studenti più intelligenti è quello di unirsi in una associazione segreta i cui membri si promettono di conservarsi amici anche dopo finiti gli studi e di aiutarsi sempre a vicenda nel corso della vita: una specie di ciò che dovrebbe essere la massoneria.
La colonia italiana di New-Haven conta circa un migliaio e mezzo di pacifici e laboriosi operai, i quali non fanno mai parlar di loro per risse e coltellate, e che anzi sono assai ben visti dalla popolazione. Quasi tutti lavorano nelle numerose fabbriche di carrozze e di oggetti di gomma. Per provare il buon conto in cui li tiene, il Municipio aprì per essi una scuola nella quale si danno lezioni gratuite serali d'inglese.
Straordinario è il numero di chiese d'ogni culto. Nel solo centro della città ne sorgono cinque, a pochi passi l'una dall'altra. Mentre le esaminavo, vidi spuntare da una strada un distaccamento della Salvation Army (Esercito della Salute), con pifferi e tamburo alla testa: alcune donne leggevano ad alta voce, camminando, non so quali salmi o canzoni. Sembrava una mascherata carnevalesca. Soltanto, invece dell'allegria, quei disgraziati apostoli avevano i segni del cretinismo sulle loro faccie angolose.
Uno dei punti più belli di New-Haven è dove la città finisce sulla riva del Sound. A levante sorgono alcune collinette e a ponente si stendono fino a perdita d'occhio le acque calme del fiume, popolate di barche e di qualche schooner. Quella vista deve essere molto pittoresca nella bella stagione, quando gli alberi sono verdi, quando il fondo scuro del paesaggio fa risaltare lo specchio limpido del Sound e il bianco delle case lontane.
Mentre io e l'amico tornavamo in città, facemmo quella domenica uno strano incontro. Ventun persone, fra uomini e donne, elegantemente vestiti, venivano condotti a New-Haven prigionieri, scortati da alcuni policemen. Gli arrestati appartenevano alla miglior società ed ecco di che cosa si erano resi colpevoli.
Ignorando che le autorità avevano deciso di rimettere in vigore le puritane blue laws, quei signori erano usciti a passeggiare in carrozza come il solito di tutte le feste. Giunti a un certo punto vennero arrestati come contravventori alla legge sulla domenica, rinchiusi in una masseria come un branco di montoni, e condotti quindi tutti insieme a New-Haven. Tradotti davanti al giudice, alcuni furono rilasciati pagando una cauzione di venticinque dollari, altri trattenuti in prigione.
Quella inattesa risurrezione di leggi cadute in disuso era dovuta all'iniziativa del gran constabile Thompson, il quale agiva dietro richiesta degli abitanti della borgata di Foxon. Costoro si lagnavano che «quelli di New-Haven violavano costantemente la domenica passando in vettura a Foxon, con grande noia e scandalo dei buoni cittadini.»
È comico il modo usato dal Thompson per fermare quelli che passavano in carrozza, i quali, se avessero dubitato del minimo pericolo, avrebbero potuto sfuggire facilmente alla cattura frustando i cavalli. Il signor Thompson aveva imboscato i suoi uomini in un punto in cui la strada era tutta coperta dalle noci che il vento aveva fatto cadere dalle piante circostanti. Come il malizioso constabile aveva preveduto, tutti quelli che arrivarono in carrozza a quel punto, vedendo le belle noci, scesero per riempirsene le saccoccie. In quella sbucarono i policemen e li dichiararono in arresto.