Ma il treno procede rapido e senza rumore: le case si succedono alle case, le strade alle strade. A poco a poco i fabbricati diventano più rari; però le aree sono carissime egualmente. La grande massa scura che si stende a destra è il Central Park.

Ci troviamo nella vasta zona, fra il parco e il fiume Hudson, fra la 62^a e la 110^a strada.

—Facciamo un conticino—disse Giorgio.—Questi 192 blocks di 64 lotti di terreno cadauno formano 12288 lotti, i quali, al valore medio di seimila dollari per ciascuno, rappresentano la somma di quasi 74 milioni di dollari. Più avanti, dalla 110^a alla 155^a strada, dalla quinta Avenue al fiume, vi sono 45 strade e 315 blocks: un capitale di più di 141 milioni di dollari. E al disopra della 155^a strada si trovano altri 414 blocks stimati 13 milioni e mezzo di dollari. Giacciono qua, dunque, più di 228 milioni di dollari di capitali morti: terreno sassoso e desolato che gli speculatori vendono, man mano che la popolazione aumenta, ai ricchi, i quali vi costruiscono i loro palazzi.

—E intanto—osservavo io—mentre qui c'è tanta aria pura e tanto spazio libero, nella città bassa migliaia e migliaia di famiglie languono negli oscuri e malsani tenement houses.

Appunto la settimana prima l'Assemblyman Oakley aveva fatto un rapporto alla Commissione sanitaria di New-York intorno a certe case di Mulberry Street occupate da un numero di italiani molto superiore a quello che possono contenere. La relazione concludeva così:—In molti appartamenti delle case summenzionate gli abitanti vennero trovati che dormivano sul pavimento, a mucchi, senza letti.—

La zona di terreno di cui mi parlava Giorgio è tutta dentro nell'isola su cui sorge New-York; ve n'ha un'estensione altrettanto vasta al di là di Harlem e l'enorme capitale infruttifero raddoppia di valore ogni dieci anni.

In pochi lustri tutta quella terra sarà coperta di case: quell'anno stesso le fabbriche sorgevano come funghi. Da Battery ad Harlem l'isola di Manhattan sarà zeppa di edifizi, intersecata da nuove ferrovie, e non basterà a contenere la massa della popolazione che aumenta di giorno in giorno.

Quando si è giunti al cimitero della Trinità si sono percorse le nove miglia della ferrovia alta. A pochi passi scorrono le acque tranquille dell'Hudson: quale contrasto fra la calma che regna lassù e il baccano della metropoli che si stende abbasso!

Scendemmo dalla stazione: facendo una passeggiata in quei recessi silenziosi, Giorgio descriveva lo sviluppo meraviglioso di New-York in questo secolo. Ottant'anni fa la città non contava settantamila abitanti; oggi ne ha più di un milione e mezzo nei soli limiti del Municipio; coi sobborghi e con le città che le fanno corona e dalle quali non è separata che da pochi minuti di Steam-boats, è più popolata della stessa Londra.

E pensare che solo al principio del secolo venivano selciate Broadway, Duane e Reade Streets e che si doveva scavare un fosso lungo il percorso attuale di Canal Street per raccogliere gli scoli dei prati di Lispenard!