Felix Adler, al contrario, è spesso poeta: quando dimostra come sono egoisti i credenti e chiede se è più nobile, più generoso, l'uomo ateo intemerato e buono, o il credente pure buono e senza macchia, ma guidato nelle proprie azioni dal sentimento religioso, la sua fronte s'illumina, la sua parola è ispirata.

E convince e persuade più di Ingersoll: la serietà di Adler fa più impressione del sorriso volterriano dell'avvocato delle Star Routes.

Una domenica in cui accompagnavo la signorina Mary alla conferenza, il professor Adler si occupava di un fatto avvenuto nella Pensilvania. In un tribunale di Filadelfia, un onesto cittadino era stato citato, giorni prima, come testimonio, in una causa. Invitato a prestare il giuramento prescritto dalla legge, rispose:

—Giuro sul mio onore, sulla mia coscienza, ma non in nome di un dio personale nel quale io non credo.

Il tribunale rifiutò la testimonianza del libero pensatore e lo fece uscire dalla sala.

—Capite?—esclamò Adler indignato.—Le leggi americane non accettano la testimonianza nostra, se non pronunciamo una formula medioevale. La maggioranza dei cittadini che crede a un dio foggiato a sua imagine, rifiuta il giuramento di noi liberi pensatori, i quali riconosciamo un ordine supremo, ma non la deità personificata.

La sala del Chickering-Hall era piena zeppa di un pubblico scelto e attentissimo.

—E poi si ha il coraggio di affermare—continuò l'oratore—che negli Stati Uniti tutte le credenze e tutte le religioni sono eguali davanti alla legge? No, no, no! Questa vantata eguaglianza non è estesa che alle religioni cristiane: il presbiteriano è eguale al cattolico, l'anabattista all'episcopale. Ma un ebreo, un libero pensatore, un maomettano non è riconosciuto eguale al cristiano. Che vergogna per la giurisprudenza americana! Che onta per un governo sedicente civile! Quando si comprenderà che un governo non deve immischiarsi delle coscienze dei cittadini, che deve essere al di sopra di tutte le religioni, di tutte le credenze religiose e irreligiose? Non vedete che oggi, in pieno secolo decimonono, ciascuna religione è intollerante, esclusivista, e distruggerebbe tutte le altre, se lo potesse? Non vedete che si sgozzano, si massacrano ancora gli ebrei e si costringono a esiliare, a fuggire dai luoghi nativi, ad abbandonare i loro beni, i loro negozi?

E combattè fieramente il pregiudizio da cui sono ispirate tante leggi, che cioè la moralità dipenda dal cristianesimo.

—Noi non avremo—disse—una libera costituzione finchè si manterranno nelle nostre leggi elementi di inquisizione.