Infatti, l'intollerante spirito del prete traspira sempre dalle costituzioni americane.

In sei Stati dell'Unione tutti coloro che non credono nell'esistenza di un dio personificato sono dichiarati ineleggibili a qualsiasi impiego e vengono così privati di uno dei diritti essenziali del cittadino.

La costituzione della Carolina del Nord dice:—Le seguenti classi di persone sono dichiarate inabili a qualunque impiego: Primo, tutti coloro che negano l'esistenza di Dio onnipotente….—

La costituzione della Carolina del Sud dice:—Nessuna persona che nega l'esistenza dell'Essere Supremo potrà avere un pubblico impiego sotto questi statuti.—

Le costituzioni del Mississipì e del Maryland contengono gli stessi articoli. Gli statuti di Pensilvania e del Tennessee non si contentano della semplice credenza in un dio personificato, ma richiedono anche che si creda in una ricompensa o in un castigo oltre tomba. Tutti coloro che professano opinioni differenti sono legalmente incapaci di coprire qualsiasi impiego.

Non basta: senza una dichiarazione di fede in un divino capo di polizia che ricompensa i buoni e punisce i malvagi in questa o nell'altra vita, la deposizione di un testimonio non può ritenersi come attendibile.

Solo una metà degli Stati—e New-York è nel numero—ha adottato nella costituzione la clausola di escludere l'incompetenza per mancanza di credenza religiosa. È permesso tuttavia di far sorgere la questione del credo di un testimonio, allo scopo di pregiudicarne la deposizione.

Chiunque sia membro di associazioni di liberi pensatori o abbia semplicemente espresso opinioni avanzate in fatto di religione, può trovarsi ogni giorno esposto alla mortificazione di sentire queste opinioni citate in una corte di giustizia, col solo scopo di denigrare il suo carattere e d'invalidare la sua testimonianza di fronte a un giurì che spesso è composto di ignoranti.

—Nell'udire queste cose—diceva Adler—il nostro primo impulso è di domandare se, nelle leggi di una repubblica della quale Thomas Paine fu uno dei fondatori e la cui dichiarazione d'indipendenza fu firmata da Thomas Jefferson, può essere possibile una tale flagrante violazione dei principi di eguaglianza e di libertà religiosa.

L'unica scusa per gli americani è che tali leggi non sono state fatte da loro, ma conservate dai loro avi quali esistevano quando le Colonie si separarono dall'Inghilterra e quando il cristianesimo era inteso come facente parte del diritto comune.—Il cristianesimo—diceva lord Hale—è una parte della legge d'Inghilterra, e il parlar contro la religione cristiana è un discorrere sovversivo alla legge.—