Due anni dopo, guidati da Brigham Young, il successore di Smith, i mormoni erano costretti ad abbandonare anche l'Illinois, per andar a cercare un po' di pace nelle solitudini dell'Utah, sulle rive del Gran Lago Salato.
Il memorabile esodo cominciò nella primavera del 1847. Nuovo Mosè, Brigham Young partì coi suoi pionieri per il Far-West. Dovettero lottare spesso cogli indiani. Le donne, i fanciulli e i vecchi duravano fatica a tirar innanzi. Parecchi rimasero per istrada, estenuati, morenti. Mancavano di bestie da tiro, di carri. Alcuni infermi furono trascinati su carretti a mano, lungo tutta la strada.
In causa dell'inverno precoce e terribile, la traversata delle
Montagne Rocciose fu una vera rotta, come una ritirata di Russia.
Già strada facendo erano mancate l'acqua e l'erba pel bestiame. Quanti mormoni caddero nella neve per non rialzarsi più! Finalmente, dopo parecchi mesi di stenti e di fatiche inenarrabili, Brigham Young e i suoi scorsero, dall'alto delle montagne, il Lago Salato, e, nella pianura, un ruscelletto che si gettava nel lago. Erano il Mar Morto e il Giordano del nuovo popolo di Dio: così furono battezzati dai mormoni che si chiamarono essi stessi i Santi dell'ultimo giorno. Lì presso risolvettero di gettare le fondamenta della nuova Sion.
—Condotti—dice Brigham Young;—dall'Onnipotente, perchè nessuno di noi conosceva il paese, noi arrivammo il 24 luglio al Lago Salato, dopo aver percorso quattrocento miglia d'un sentiero da cacciatori, e aperta una nuova strada sopra seicento cinquanta miglia. Il paese non produceva che delle erbe sottili, alte appena quattro o cinque pollici, e il suolo era coperto da miriadi di cavallette, che servivano di nutrimento agli indiani.
Durante l'autunno del 1847 arrivarono settecento carri pieni di emigranti, con tutte le loro famiglie. Brigham Young ripartì per cercare gli altri, che giunsero l'inverno seguente su mille carri.
All'arrivo, altri fastidi aspettavano gli emigranti. Le cavallette avevano divorato la raccolta e si erano talmente moltiplicate, che l'Altissimo—dice Brigham Young—«dovette mandare una nuvola d'uccelli per mangiarle, senza di che le cavallette non avrebbero lasciato un filo di verde.» Si potrebbe—osserva uno storico—domandare a Brigham se Dio, che si prende tanta cura dei mormoni, in luogo di mandare gli uccelli per divorare le cavallette, non avrebbe fatto meglio non mandando le cavallette stesse!…
I mormoni non piantarono gli alberi fruttiferi e i cereali soltanto nei dintorni della città del Lago Salato e lungo il Giordano. In tutte le valli irrigate, al nord e al sud del territorio, dovunque la terra può ricevere sementi e farla fruttificare, il colono andò, e la fertilità del suolo ricompensò ben presto i suoi sforzi. Nel sud dell'Utah si piantò il cotone, il gelso, e si stabilirono manifatture per filare; nel centro si seminò la canapa, il lino e si premettero i semi per estrarne l'olio. Sulla maggior parte dei corsi d'acqua si stabilirono segherie di legnami, mulini di farina. Sopra altre parti più aride si allevarono pecore, la cui lana fu tessuta. Tutti gli apostoli si arricchirono in queste operazioni agricole e industriali.
Dal 1848 in poi i mormoni non cessarono di prosperare. Il territorio di Utah fu costituito nel 1851, e Brigham Young venne riconosciuto governatore con un atto del governo federale.
Appena la popolazione oltrepassò i trentamila abitanti, il territorio avrebbe dovuto essere ricevuto come Stato nella federazione degli Stati Uniti ed esercitare il diritto di mandare a Washington due senatori e un numero di congressisti proporzionato ai suoi abitanti.