Man mano che si avvicinava il giorno fatale, la ragione di Cornetta vacillava. Il condannato ora piangeva e implorava le guardie di salvarlo, ora rideva e diceva che dovevano metterlo in libertà.
Quando mancavano sei giorni soli a quello fissato per l'esecuzione, io andai a rivederlo, insieme con un suo conoscente e benefattore, il negoziante Aliano di New-York.
Cornetta appariva tutto cambiato e non ci riconobbe. Mentre la prima volta s'era confessato reo, quel dì negava tutto.
—Vi apparecchiate dunque al gran passo?—disse Aliano.
—Che passo?—fece Cornetta stralunando gli occhi.
—Eh! l'avvocato vostro tenta gli ultimi sforzi per salvarvi; ma c'è ben poca speranza: è meglio che vi rassegniate e che vi prepariate.
—Ma che prepararmi!—gridò drizzandosi e torcendosi le mani.—Io non devo morire: sono innocente!
—Eppure fareste molto meglio se vi preparaste da uomo e da cristiano.
—Mio caro Antonio—piagnucolò Cornetta, asciugandosi col fazzoletto le lagrime che non uscivano—io ti giuro che sono innocente; io non aggio ucciso alcuno.
—Mi dispiace di sentirvi parlare così: vi credevo più franco e più forte.