E aggiungeva:

—Lasciateci andare dove va il bisonte. Mandate i vostri agricoltori, ma non in mezzo a noi. Il Corvo scorre traverso le praterie e caccia l'antilope e il bufalo: esso non ama altro. Padre, guardate me e tutti i Corvi; essi non hanno altra opinione che la mia.

Dente d'Orso, altro gran capo che aveva parlato prima di Piede Nero, non era stato meno esplicito:

—Padri, voi mi dite di coltivare la terra e di allevare il bestiame; io non voglio sentire di questi discorsi; sono stato allevato col bisonte e lo amo. Fin dalla mia nascita ho appreso come i nostri capi a esser forte, a levar la mia tenda quando è necessario e correre traverso le praterie come mi pare e piace.

* * *

Vi sarebbe uno studio interessantissimo da fare sullo stile oratorio di questa razza destinata a scomparire e sulle sue leggende, alcune delle quali sembrano inventate da un Giacosa dei Pelli Rosse.

Eccone un saggio:

«Un capo degli Siù ha una bellissima figlia, la quale s'innamora un giorno del figlio del capo di una tribù nemica.

«Una notte questo giovane rapisce la fanciulla, la porta in una caverna, si sposano. Il vecchio capo Siù, appena viene informato del ratto, monta su tutte le furie, insegue gli amanti, li sorprende e ordina ai suoi guerrieri di gettare il giovane giù da un burrone, non lasciandogli che il tempo necessario per intuonar un inno di morte.

«E appena il sole sparì dietro le grandi montagne dell'ovest, mentre le prime stelle illuminavano il puro firmamento, dietro un segnale del vecchio capo, quattro guerrieri s'impadronirono del giovane e lo lanciarono nel burrone. In quell'istante, ratta come il baleno, la fanciulla si scioglieva dalle braccia di suo padre e gridato per due volte il nome dell'amante, spiccava un salto e spariva nello stesso precipizio.»