Un'altra leggenda indiana, intitolata Il laccio incantato, dice così:
«Un povero giovane che non aveva nè parenti nè amici e che si chiamava Jena, ossia il vagabondo, errava solo soletto di foresta in foresta. Egli avrebbe desiderato vivamente che una compagna fosse venuta a consolare la sua vita; ma chi avrebbe voluto dividere la sorte di un disgraziato il quale non possedeva altro che un vestito di pelli e un laccio per prendere gli animali?
«Un giorno, partendo per la caccia, Jena sospese il suo laccio a un albero per non avere il fastidio di portarlo.
«Tornando alla sera nello stesso sito, fu lietamente sorpreso di trovare, al posto dove aveva lasciato il laccio, una piccola capanna graziosissima nella quale era assisa una bella giovanetta ai cui piedi stava il suo laccio da cacciatore.
«Quel giorno Jena portava, fortunatamente, un daino che gettò davanti alla porta della capanna.
«Subito, senza dare neppure il benvenuto al cacciatore, la giovane accorse per vedere se il daino ucciso era grasso, e nella sua fretta fece un passo falso e cadde sul limitare della capanna.
«Jena la guardò con disgusto e pensò:
«—Io credevo di essere felice, ma vedo che mi sono ingannato. Tienti pure il daino, o donna ingorda: te lo regalo!
«Quindi riprese il suo laccio, e dopo aver camminato per qualche tempo, arrivò presso un altro albero dove sospese di nuovo il laccio; e partì in cerca di selvaggina.
«Egli fu ancora fortunato, tornò con un daino e trovò che una capanna si era innalzata accanto all'albero. Guardò dentro e vide una magnifica ragazza che stava seduta in un angolo col suo laccio allato.