Un giorno lo vidi arrabbiarsi al punto da gettar per aria tutti i libri e tutti i calamai dell'ufficio: pareva che stesse per impazzire.
Un'altra volta, era d'estate, stanco di quella battaglia con sè stesso e col suo passato, che lo spossava e lo rendeva come uno straccio, decise di rifugiarsi per un paio di mesi in campagna, e cercò un asilo tranquillo a Bradford, nella Pensilvania.
Ma anche là era la stessa storia; aveva sotto gli occhi l'esempio di un piccolo comune completamente autonomo, che si amministrava in tutto e per tutto da sè, senza bisogno di permessi, di visti, di autorizzazioni prefettizie o ministeriali; vedeva in azione il suffragio universale e il mandato imperativo; notava che il miglior edifizio del paese era quello delle scuole comunali; che i maestri erano pagati molto bene e rispettati come i primi funzionari; che dovunque mancava la burocrazia; che tutte le cose si facevano alla buona, alla spiccia, nel modo più semplice e pratico del mondo.
E anche da Bradford, dimenticando che s'era ripromesso di riposare, mandava di tanto in tanto al Progresso dei lunghi articoli in cui riassumeva lealmente i suoi studi e le sue impressioni.
Prima che egli, completamente persuaso di aver battuto una falsa strada, si decidesse a buttare alle ortiche la cocolla dell'ordine monarchico moderato, ci volle qualche anno; ma fu in quei mesi di viaggi e di osservazioni che cominciò a perdere l'antica fede; da quell'epoca fino al giorno in cui si distaccò completamente dal vecchio partito, fu un periodo laborioso, faticoso e doloroso, di cui egli solo potrebbe fare la storia esatta in uno studio autobiografico, in un libro che riescirebbe di grande istruzione per i nostri giovani, intitolato: Come io diventai repubblicano federalista.
XIII.
L'ultima conversazione con Mary.
Era una triste sera di gennaio, piena di nebbia.
Una nera fanghiglia copriva le strade di New-York e di minuto in minuto si sentivano i fischi lunghi e lamentevoli che emettevano i vapori e i steam-boats per non investirsi nella baia.
Dovendo imbarcarmi il giorno seguente per l'Europa, andavo a salutare la signorina Mary e i suoi parenti che erano i miei migliori amici. Dopo che si parlò del viaggio che avevo da compiere in una stagione così sfavorevole e del piroscafo scelto, la signorina Mary mi ricordò la promessa fattale di esporle il mio intimo pensiero intorno agli Stati Uniti.