CRISAULO. Non è in proposito.
E poi fai 'l grande meco.

ARTEMONA. Odi. Ti giuro sopra l'anima mia che appunto or ora son giunta a casa: ché da lune in qua non mi son mai partita (io tel vo' dire) d'un monastero; ch'una mia compagna mi ci ha tenuto a lavar certi panni del padre confessoro. Oh paradiso! Biat'a lor che v'andranno!

CRISAULO. Io non ricerco i tuoi travagli. Dimmi se facesti di quella mia.

ARTEMONA. Sí, sí. Lasciami dire. Da poi ch'io ti trovai v'ho messo mano; e 'l dí dopo, in bel modo, feci a Lúcia, ridendo, cenno di voler parlarli. Ella non s'è mostrata in alcun modo né di qua né di lá, ché sta in sul savio per amor de la madre; ma dimane la coglierò in soquadro, se crepasse. Voglio tre o quattro de le tuoi camicie piú belle per lavarle; e con degli altri panni le stenderò ne la sua altana. E lascia che a la prima non li parlo, che farò qualche ben.

CRISAULO. Non ti dico altro se non che quanto mai ce n'è bisogno: ché so ben come sto. Fa' di servirmi e serviti di me.

ARTEMONA. Ti vo' contare. Quella farina, ch'è forse otto giorni che mi mandasti a casa, il mio figliuolo, quel maritato, venne, non ier l'altro, quand'io non era in casa, e se la prese dicendo che n'ha piú di me bisogno. Ond'io son senza; e, per trattare or questa tua impresa, non lavoro o faccio niente; e cosí non guadagno: onde conviene alfin ch'io stenti. Di darti fastidio a me ne incresce. Abbimi per iscusa che 'l bisogno mi fa forse far quello che non feci mai piú.

CRISAULO. Basta. T'ho inteso. Timaro, fa' portare a questa donna, a casa, un'altra soma di farina; e, se vuole ancor altro qui di casa, dálli quello che vuole.

ARTEMONA. Oimè meschina! Vivrò mai tanto che mi sia concesso rendere in cambio di sí larghi doni, non parole, ma fatti? E forse tali che tu sempre cognosca tanto bene non aver fatto, se ben poverina, a donna ingrata. Certo, ch'io non posso, almeno in render le debite grazie, scioglier parola.

CRISAULO. Non grazie o parole. Fa' ch'io sol veda, lá dove bisogna, parole e fatti; ché so ben c'hai l'arte e la lingua da far muovere un sasso, non ch'una donna.

ARTEMONA. Vo' che sian gli effetti
che provin l'arte, l'amore e la fede.
Resta con Dio.