LISTAGIRO. A questo, allora, in qualche modo provederem noi. La tua vita sará lieta e felice, benché, per il passato, l'abbi avuta alquanto travagliata; ché sei stato uomo di grande ingegno e penso ch'abbi fatto gran robba.

GIRIFALCO. Eh! cotesto, non molto: ché sempre mai si spende e poi 'l guadagno non risponde a un gran pezzo.

LISTAGIRO. E poi tu spendi liberalmente, ché sei uomo largo.

PILASTRINO. Sí, tanto! nel forame.

LISTAGIRO. Ancor non penso ch'abbi figliuoli; ma, in fra poco tempo, ti se n'aspetta (per quello che mostrano quelle linee che vedi in fra quei monti che fan duo stelle) duo maschi a la fila, perché si fa la congiunzion di Giove ne la casa di Venus. E di questo allegrati perché, per via di madre, nasceran di bellissima progenie. Al nascimento lor, che non c'è forse mille anni, ti dirò de la lor vita cose grandi. E, se questo non ti fosse destinato dal ciel, giudicherei che tu venissi, un tratto, ne la Chiesa un gran privato.

GIRIFALCO. Cardinale? o che?

LISTAGIRO. Forse che sí; perché, giri a suo modo il ciel, che ti s'aspetta poi in vecchiezza felicitá.

GIRIFALCO. Se vien fatta quell'altra,
non vorrei esser papa.

PILASTRINO. Oh scempionaccio!
Ti trarrem ben l'amor.

LISTAGIRO. E de la vita sei talora infermiccio; ma 'l tuo ingegno vede di lá dai monti.