CALONIDE. Di' che mi parli e qualcosa sará. Ma voglio prima ben consigliarla.
ARTEMONA. Questo fie ben fatto.
Cosí son per ridirgli. Poi, dimane,
vedrò che venga in qua.
CALONIDE. Come ti piace.
Deh! prega Iddio per me che questa cosa
si faccia, se fia il meglio.
ARTEMONA. Sempre io 'l faccio.
CALONIDE. Piglia questi duo soldi.
ARTEMONA. Dio vel meriti e san Francesco. Tu ci sei pur giunta! Non ti varrá il consiglio e l'orazioni, ché l'avrai in barba. Bisogna cervello, in queste cose! Ora qui non manca altro se non ch'ei venga qua duo volte o tre e sappia governarsi. Io penso un tratto. Non passò ancor duo giorni.
SCENA IV
Filocrate, cognosciuto il suo errore, esce vestito di sacco predicando ed, in penitenza del suo fallo, dilibera andare a San Iacopo di Galizia; ed è da Pilastrino e Fileno beffato e straziato.
FILOCRATE vestito di sacco, PILASTRINO, FILENO.
FILOCRATE. Troppo tardi, lasso! sí grande errore ho cognosciuto. Noi, che siam nati a la gloria del cielo, lasciarsi al senso, che è de la ragione nimico, involgere in sí brutta vita! Divota gente, anime benedette, populo eletto, in fin che Dio ne lascia il tempo a farlo, tornate, vi priego, a penitenza. Riguardate tutte le cose inferiori; e troverete esser la corruzione e annullazione il fin di loro. Volgetevi poi a le parti de l'anima; e vedrete, con ragioni e per pruova, essere eterna fatta da Dio sol perché fosse erede del ben suo eterno.