PILASTRINO. Ecco! Ve' un nuovo pazzo!

FILENO. Da poi che 'l mondo fu, fu pien di matti, da que' duo primi matti. Or tutti quanti par che d'ogni paese piovin qui per influsso di cieli.

PILASTRINO. Quanta gente li corre dietro! Mi fa ricordare quando la Mannarona uscia di casa. Deh! che possiate diventar civette! Guarda che furia!

FILENO. Mi par di cognoscerlo: e non so dove mi possa aver visto questo birbon.

FILOCRATE. Miseri a voi! Che vale a tal felicitade esser chiamati, se, a forza poi de lo stimul migliore, fate insieme mortal l'anima e 'l corpo come le bestie?

FILENO. Certo, io lo cognosco; e non saprei dir come.

PILASTRINO. Potria stare. È un di questi che, con bullettini ed altre truffarie c'han sempre seco, cercan del mondo. Oh! Se non par Filocrate! Guardalo ben. Quel che toglieva Lúcia. Che ti par? non è desso? Io ho a morire, tanto ne godo!

FILENO. Non può anch'essere altri.
Oh pazzarone! E che è stato questo?
Accostiamci ancor noi.

FILOCRATE. Io non posso altro se non, andando per il mondo a sempre sopportar caldo, freddo, fame e sete e fatiche e passar tra gl'infideli predicando la fede e sol per zelo di caritá morir, pregar per voi il Signore ed ancor per ciascun altro che è fuor di strada.

PILASTRINO. E che! Non è gran cosa!
Questi non fu mai savio. Oh! co! ahuè!
Sta' fermo qui.