--Ah!

Alvise si volse egli pure e guardò.

Su per l'erta erbosa onde giungevasi al poggio veniva il professore Sant'Angelo, seguito dal suo terranova, il quale, sentendo ridestarsi al menomo fruscìo di foglie il suo istinto di fido guardiano, gittavasi ogni momento a testa bassa tra i cespugli del sentiero.

Il professore avvicinavasi a passo spedito: in pochi minuti gli avrebbe raggiunti.

Allora il conte si fece appresso a Loreta ed abbassando il capo verso di lei quasi a sfiorarle la spalla col suo viso:

--Dobbiamo parlarci ancora, Loreta. I mezzi non mi mancheranno. Però badate di non sfuggirmi. Sarebbe peggio per voi.... per tutti.

Ella non ebbe il tempo di rispondergli nulla. Il professore era già giunto a loro.

Con viva cordialità Mattia s'avanzò sorridendo e si fece una festa di quell'incontro. Al conte strinse la mano, poi si volse a Loreta:

--M'avvertirono in casa che eri qui, che il conte era venuto e ti aveva qui raggiunto.... A Collalto non trovai nessuno: il conte Nardin per oggi ha lasciato in pace gli uccelletti e se n'è andato a Udine non so per quali faccende. Ed ecco una combinazione fortunata, chè così ho il piacere di godermi anch'io la visita del signor conte....

Il professore disse tutto ciò con la consueta sua sincerità affettuosa.