La Sant'Angelo veniva a passo lento, un po' pallida, con una perplessità manifesta nell'andatura e nel viso.
Egli le mosse incontro e le prese la mano dolcemente:
--Come vi son grato d'essere venuta. Come siete stata buona, Loreta....
Ella non rispose subito e, tentando di svincolare la mano, abbassò gli occhi, confusa.
--Ho aspettato con tanta impazienza. Mi era così tormentoso il pensiero che aveste potuto mancarmi.
E sentendo com'ella rinnovava lo sforzo per liberare la sua mano che tremava febbrilmente:
--Via, dunque,--egli soggiunse con tenerezza,--perchè tremate così? Di che avete paura?
--Ho fatto male, ho fatto male! Avrei dovuto trovare la forza per non ascoltarvi.
--Per non ascoltarmi! Ah! no, Loreta, sarebbe stata crudeltà la vostra. Ancora un vostro rifiuto e non so a che cosa mi avreste spinto.... Guardate, io so che ormai il passato è perduto e che nulla mi resta a sperare. Ma quando tra due cuori ci fu un giorno un vincolo forte e sincero, com'è stato quello fra noi due.... non è possibile che tutto finisca così, senza una spiegazione dalla quale rinasca almeno quel sentimento di stima che aiuta a perdonare e a rendere men grave il ricordo dei torti sofferti....
E dopo una breve pausa, durante la quale Loreta s'era lasciata cadere, come vinta da una prostrazione, sur uno dei sedili posti intorno al fonte: