--Io....--esclamò egli con un istantaneo scatto di protesta,--io....

Ma Loreta, troncandogli vivamente la parola:

--Voi,--proseguì con una severità melanconica nella voce,--avreste potuto disobbedire ai voleri di vostra madre?... No, sarebbe stato male: non l'avreste fatto. E se anche l'aveste voluto, se anche, ritrovandomi sul vostro cammino, mi aveste offerta la realizzazione di quel sogno, al quale follemente un giorno mi ero abbandonata.... ve lo giuro, Alvise, avrei saputo resistere ad ogni vostra profferta....

--Questo avreste fatto?--egli dimandò concitatissimo.

--Questo.

--A malgrado di tutto il passato?

--Sì.

--E perchè, Loreta, perchè?

--Perchè....

Ella s'arrestò un momento. L'amara confessione, ch'era indotta a fare, le si arrestava sul labbro: il suo spirito le negava l'espressione atta a compendiare il sacrificio intenso, eroico, doloroso, cui ella si era rassegnata sotto il vincolo della promessa strappatale, in un'ora di pentimento e di bontà, dalla commovente eloquenza della madre di Alvise.