--Perchè?--egli insistette.--Era dunque svanito il vostro amore?... Ditelo almeno, ditelo....

Ella senti una puntura acuta nel cuore a questa domanda, che l'offendeva come un oltraggio a tutte le dolci memorie dormenti nell'intimo della sua anima, non cancellate mai nè dal tempo nè dagli eventi, custodite segretamente sempre, con una pietà alta e gelosa.

Per un istante esitò: l'anima si ribellava a quella menzogna.

Egli, vedendola titubante, ebbe un lampo di speranza. Credette indovinare e con raddoppiato calore ripetette il suo invito:

--Ditelo, Loreta, ditelo!... Era dunque morto.... era morto il vostro amore?

Ella allora, colle labbra contratte da un tremito convulsivo, fiocamente, senza levare gli occhi, rispose una sola parola:

--Sì.

Ma egli non si dette per vinto. Subito, senza esitanze, con una fiera convinzione, respinse quella parola:

--Ah! non è vero! Non può essere vero. Voi mentite, Loreta. C'è qualcosa che voi mi nascondete, che vi obbliga a parlare così. Ma per l'amore di Dio, per l'amore nostro, io vi supplico di non lasciarmi in questo dubbio.... Confessatemi il vero, Loreta. Ditemi che cosa fu di voi dopo quei giorni. Ditemi perchè non avete cercato di rivedermi....

Il conte, dicendo così, l'aveva afferrata per le mani, e cogli occhi ardenti, colle guance soffuse di un vivo rossore, ripeteva al suo orecchio con crescente emozione la stessa incalzante richiesta: