--Ditemi, ditemi....

Ella allora, bruscamente, come se una forza novella l'avesse ad un tratto soccorsa, si svincolò da lui e sorgendo in piedi, col capo eretto energicamente, lo fissò negli occhi.

--Basta, signor conte. Quanto vi ho detto è vero. La vostra insistenza non è nè generosa nè bella.... Lasciatemi partire. Non vogliate prolungarmi ancora questa tortura....

Dinanzi all'atto energico di Loreta, Alvise si arrestò come percosso da un singolare sbigottimento. La parola, prima così ardita ed irruente, gli morì tra le labbra. E immobile, con una perplessità angosciosa nelle pupille, fissò intensamente la donna....

Il sole era ormai al tramonto. In fondo, sulla curva dell'orizzonte, un rossore di porpora tingeva il cielo. E un alito d'aria frizzante levavasi sulla campagna destando un fruscìo lene di foglie per gli alti rami dei pioppi, che imboscano il colle di Fontanabona.

Il silenzio era alto tutto intorno. Il filo d'acqua del Çiton, sgorgando con una lucentezza d'argento dalla roccia muscosa, faceva sentire il monotono suo gorgogliare tra i sassi ed i cespugli, in mezzo a' quali si apriva la via.

--Loreta....--mormorò dopo qualche momento Alvise con accento di preghiera, come per riprendere il discorso troncato.

Ma s'interruppe subito vedendo come Loreta ad un improvviso scarpiccio su per il viale avesse trasalito invitandolo col gesto a tacere.

Infatti un passo grave, come d'uomo che cammini lentissimo, si avvicinava. La tortuosità del viale impediva di distinguere ancora chi si avanzasse. Tuttavia, per un solo momento, da una brevissima radura aperta tra i cespugli, sì Loreta che Alvise credettero intravvedere una figura di uomo in abiti neri.

Loreta ebbe paura.